Super Trump alla riscossa
Top

Super Trump alla riscossa

Signor Presidente, ha stretto un patto di non belligeranza con Pechino e Mosca, con la promessa di poter fare ciò che voleva in America Latina se avesse lasciato che loro facessero altrettanto in Europa e Asia.

Super Trump alla riscossa
Preroll

Seba Pezzani Modifica articolo

5 Gennaio 2026 - 00.30


ATF
  • Signor Presidente, abbiamo formulato le accuse contro Maduro: narcoterrorismo, traffico internazionale di armi da guerra…
  • Armi da guerra?
  • Sì, signor presidente. Maduro possedeva illecitamente un fucile mitragliatore.
  • Un citrullo, questo Maduro. Poteva aspettare di giungere qui a New York per comprarne uno in maniera perfettamente legale…
  • Ehm, forse ha ragione…
  • Ho sempre ragione, Segretario di Stato.
  • Vero, Signor Presidente. Comunque sia, pare che l’imputazione di possesso illecito di armi da guerra non regga in sede processuale.
  • Fabbricatene un’altra. Che so? Frequentazione di Jeffrey Epstein e pedofilia, per esempio.
  • Forse, non è il caso, considerato…
  • Come si permette. Decido io e, comunque, brutto com’è e con quella faccia da sfigato, Maduro solo a pagamento poteva trovare una donna.
  • Signor Presidente, abbiamo arrestato anche la moglie di Maduro.
  • Ah, già, una racchiona. Ma possibile che non potesse scegliersene una bella e formosa? Voglio dire, è un tiranno o no? Quando il capo chiama, si dice sempre di sì. E poi, da quelle parti, ho sentito dire che le donne sono all’antica, come piace a me, e che parole come non posso, ho il mal di testa e via dicendo non sono in uso.
  • Comunque sia, Signor Presidente, dobbiamo stabilire la data dell’udienza.
  • Per me? Le è dato di volta il cervello?
  • Certamente no, Signor Presidente. Intendevo per Maduro e sua moglie.
  • Ah, già. L’importante è che l’udienza si tenga subito dopo la parata sulla Settima.
  • La parata?
  • Sì, una volta ho visto una cosa del genere che mi è piaciuta un sacco.
  • Dove?
  • In Ben Hur. Che film! Mica quelle cose da fighetti che fanno adesso in quel covo di comunisti che è Hollywood. Ho pensato che sarebbe spettacolare preparare un corteo di auto scortate da mezzi dell’Esercito e accompagnate da un bel volo tattico di elicotteri d’assalto. Voglio per me e Melania un Hummer aperto, magari con una copertura di vetro antiproiettile, mentre Maduro e sua moglie li facciamo sfilare su un carro del bestiame. E, se per caso a qualche testa calda venisse voglia di prendere la mira con un fucile di alta precisione da una finestra di un grattacielo, tanto meglio. Provi a immaginare che spettacolo! Il cervelletto spappolato sulla faccia della moglie. E avremmo un capro espiatorio: tutta colpa di Putin e di Xi Jinping.
  • Con rispetto, Presidente, visto che ha citato Xi. Forse non è il momento migliore per spettacolarizzare la vicenda, di per sé sulla prima pagina di ogni organo stampa del pianeta. Siamo nell’occhio del ciclone più che mai e urge un profilo basso.
  • Ma si è rincoglionito anche lei? Ha bevuto, per caso? Grazie al mio genio, gli USA tornano prepotentemente a essere i dominatori del mondo, l’Impero Romano del terzo millennio, e lei mi dice di non approfittare di un’occasione irripetibile come questa?
  • Signor Presidente, si ricordi che ci sono equilibri da preservare, soprattutto con la questione Taiwan così impellente.
  • E che problema c’è? Mandiamo un paio di paio di portaerei a pattugliare il dannato Mare della Cina…
  • Ehm… lei stesso, Signor Presidente, ha stretto un patto di non belligeranza con Pechino e Mosca, con la promessa di poter fare ciò che voleva in America Latina se avesse lasciato che loro facessero altrettanto in Europa e Asia. E, considerato che quel patto non prevedeva la cattura di Maduro…
  • Me ne fotto.
  • Non sono altrettanto sicuro che Xi Jinping la pensi come lei, Signor Presidente.
  • Ma che palle, Segretario di Stato! Lo vado dicendo da un po’: perché, invece di un Segretario, non mi viene assegnata una Segretaria di Stato? Bella, pettoruta e presidenziale, cioè disponibile? Naturalmente bionda e con gli occhi azzurri? La carnagione scura mi fa un po’ senso.
  • Dicevamo del procedimento ai danni di Maduro, Signor Presidente.
  • Be’? Non sono mica arteriosclerotico.
  • Il mio suggerimento è di fare le cose nella maniera più discreta possibile. Ovviamente, la stampa americana, per non dire nulla dei media internazionali, non aspettano altro. La minima parola fuori posto sarà oggetto di scrutinio spietato.
  • Che mi frega?
  • Con il dovuto rispetto, Signor Presidente, ci sono situazioni sufficientemente scabrose a livello planetario e non è il caso di attirarci eccessive critiche. Pensi solo alla crisi russo-ucraina o ai disastri a Gaza.
  • Ma sempre le solite menate mi fa, Segretario di Stato. Ma si rilassi, vada a donne. Ho la sensazione che non salti in un letto da troppo tempo. Si diverta. E si faccia consigliare da qualcuno che abbia gusti meno barbari dei suoi per quanto attiene all’abbigliamento. Si veste come un becchino! Comunque sia, ha ragione su una cosa: la situazione a Gaza è inaccettabile! Come posso trasformarla in un resort a cinque stelle con tutti quei pezzenti accampati sulla spiaggia dove intendo far sorgere stabilimenti balneari da nababbi? Se ne occupi personalmente. Telefoni a Bibi e gli dica di sgomberarli. Con le buone o con le cattive. Già che è nelle spese, gli dica pure che non sono contento di come abbiamo gestito la faccenda degli impianti nucleari in Iraq e…
  • In Iran.
  • Iraq, Iran, che cos’ha nel cervello sta gente? Un po’ come se da noi altre alla California ci fosse uno stato chiamato Malifornia. Cervelli da cammello. Comunque sia, telefoni al buon Bibi e gli dica di buttare un po’ di napalm…
  • Mi permetta, Signor Presidente, ma le convenzioni internazionali lo vietano da anni.
  • E perché? In quel paese di beduini non c’è nulla da bruciare, solo un dannato deserto. Detesto il deserto. Da bambino, mio papà mi portava nei dintorni di Las Vegas a raccogliere pietre perché diceva che ero un somaro e che così avrei imparato qualche principio di geologia. Per questo voglio la Groenlandia: fredda e nevosa. Altro che pietraie riarse. A proposito, e se ci prendessimo anche la Terranova?
  • Non credo che il Canada ne sarebbe particolarmente felice.
  • Chi se ne impipa? Un paese di fighetti che non ha mai avuto ragione di esistere. Si fottano. Se voglio anche la Terranova, me la prendo. E pure la Camciatca. Risiko!
  • Non sono così sicuro che Putin ce lo lascerebbe fare.
  • Non si preoccupi e si prepari a contrattare: gli prometta che gli lasceremo prendere qualche staterello in cui ci siano delle miniere interessanti in Africa o che so.
  • L’Europa si metterebbe di traverso.
  • L’Europa? Ma quella non conta un ca… non è rilevante. E poi, con quelle due o tre gallinelle starnazzanti ai comandi… Non mi attizzano neppure.
  • Il rischio è scatenare un conflitto mondiale.
  • Un po’ di zizzania non fa mai male.
  • Ma gli equilibri sono di per sé precari, Signor Presidente.
  • E noi rendiamoli ballerini, allora. Pensi che bello: la Germania che attacca la Francia e la Gran Bretagna che si riprende l’Irlanda. Fighissimo. E se, intanto, noi progettassimo un’invasione in bello stile del Messico. Quei peones mi hanno veramente rotto le palle. Li invadiamo e sequestriamo quella stronza della presidentessa. Ha detto cose davvero poco carine su di me e già ne la vedo in parata sulla Settima…
  • Non si può. Ha origini aschenazite.
  • Aschecosa?
  • Ebree. Non vogliamo stizzire la comunità ebrea americana.
  • Che problema c’è? Lo diciamo a Bibi e ci pensa lui.
  • Signor Presidente, Bibi non rappresenta al 100% la comunità ebrea statunitense e, mi duole ripeterlo, gli equilibri sono fragili. E, comunque, il Messico conta settantacinque milioni di cattolici.
  • E che mi frega? Bigotti e buzzurri.
  • Forse, ma creare un caso diplomatico con il Vaticano non sembra una scelta vincente.
  • Ma perché? Il Papa è un cittadino americano, giusto? Quindi è un mio suddito.
  • Non funziona esattamente così.
  • E poi questi cattolici sono veramente dei beoni. E negli USA sono troppo pochi per costringermi a tenere conto della loro permalosità.
  • Ma hanno un impatto forte sul cuore etico del paese.
  • Sta scherzando, vero, Segretario di Stato? Si inchiappettano tra loro e si inchiappettano pure i bambini, a quanto sembra, e lei mi viene a parlare di etica? Se non ricordo male, Jeffrey una volta mi ha presentato un cardinale a uno dei suoi festini. Accidenti se gli piacevano le pupe. Ne aveva una nera su un fianco e una cinesina sull’altro e…
  • Forse, tirare a mano Epstein non gioverebbe alla sua causa.
  • Già, ora che ci penso. A proposito, siete riusciti a cancellare le foto restanti di quel festino in cui ero con quella zocc… con quella stronza che ha minacciato di farmi causa?
  • Ci stiamo lavorando.
  • Cribbio! Ci state mettendo più tempo della progettazione di quel ponte in Italia. Com’è che si chiama?
  • Ponte di Messina.
  • Esatto, quello. Non c’è un tizio italiano che un tempo diceva che da quelle parti, nel Sud, la gente puzza e che ora invece vuole riunificare il Sud al Nord? Semmai, vorrei tornare a prima della Guerra Civile e, per mantenere l’ordine, costruirei un bel muro.
  • Un altro? Simbolico, intende? Tornare alle classi segregate a scuola, ai pisciatoi separati per bianchi e neri e ai posti a sedere sui mezzi pubblici diversificati per razza?
  • Una volta tanto, ha detto una cosa sensata, Segretario di Stato. Mi metta in linea con Bibi!
Leggi anche:  Venezuela, la Corte suprema nomina Delcy Rodríguez presidente ad interim dopo il rapimento di Maduro
Native

Articoli correlati