Trump, in cerca di vendetta riesce a far mettere sotto accusa Jerome Powell: giustizia usata come arma politica
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Trump, in cerca di vendetta riesce a far mettere sotto accusa Jerome Powell: giustizia usata come arma politica

Donald Trump è riuscito nel suo obiettivo: mettere sotto accusa Jerome Powell e colpire politicamente l’indipendenza della Federal Reserve

Trump, in cerca di vendetta riesce a far mettere sotto accusa Jerome Powell: giustizia usata come arma politica
Jerome Powell
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12 Gennaio 2026 - 11.14


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Donald Trump è riuscito nel suo obiettivo: mettere sotto accusa Jerome Powell e colpire politicamente l’indipendenza della Federal Reserve. L’apertura di un’indagine penale da parte del Dipartimento di Giustizia contro il presidente della banca centrale statunitense appare sempre meno come un atto neutrale di accertamento giudiziario e sempre più come un’operazione di delegittimazione mirata, funzionale alla strategia politica della Casa Bianca.

Formalmente, l’inchiesta riguarda un progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della Federal Reserve e la testimonianza resa da Powell al Comitato bancario del Senato nel giugno dello scorso anno. Nella sostanza, però, l’accusa viene letta da numerosi osservatori come un pretesto: lo strumento scelto da Trump per colpire un avversario istituzionale che ha resistito alle pressioni presidenziali sui tassi di interesse.

La mossa segna una netta escalation nello scontro, ormai aperto, tra Trump e la Fed. Il presidente ha ripetutamente attaccato Powell per non aver ridotto il costo del denaro con la rapidità da lui richiesta, arrivando a mettere in discussione la competenza e la lealtà del vertice della banca centrale. Ora, con l’intervento della giustizia federale, lo scontro si sposta su un piano ancora più grave: quello penale.

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Powell ha reagito respingendo le accuse e denunciando apertamente la natura politica dell’iniziativa, affermando di essere stato minacciato di procedimenti criminali perché la Federal Reserve ha fissato i tassi «sulla base della nostra migliore valutazione di ciò che serve all’interesse pubblico, e non seguendo le preferenze del presidente».

Il caso Powell non è isolato. Si inserisce in un modello già sperimentato da Trump, che ha più volte mostrato di considerare la giustizia come uno strumento di regolamento dei conti personali e politici. Il precedente più evidente è quello di James Comey, ex direttore dell’FBI, licenziato da Trump e successivamente preso di mira con iniziative e pressioni giudiziarie percepite come una ritorsione per il suo ruolo nelle indagini che avevano coinvolto l’allora presidente. Anche in quel caso, la linea di confine tra azione giudiziaria e vendetta politica era apparsa pericolosamente sottile.

Il mandato di Powell alla guida della Federal Reserve scade a maggio e Trump aveva già lasciato intendere l’intenzione di nominare un successore più docile, disposto ad assecondare le esigenze politiche della Casa Bianca abbassando i tassi di interesse. L’indagine penale in corso rafforza i timori che la politica monetaria statunitense possa essere piegata a logiche di consenso e di potere, compromettendo l’autonomia di una delle istituzioni chiave dell’economia globale.

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Per i mercati e per gli osservatori internazionali, il segnale è chiaro: negli Stati Uniti la separazione tra potere politico e istituzioni indipendenti viene messa in discussione, mentre la giustizia appare sempre più esposta al rischio di un uso politico. Un passaggio che non riguarda solo Powell o la Federal Reserve, ma la credibilità stessa dello Stato di diritto americano.

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