Nella Striscia di Gaza la giornata di giovedì 22 gennaio 2026 è stata segnata da nuove violenze e da una crisi umanitaria che continua ad aggravarsi, con morti civili, pesanti restrizioni all’assistenza e condizioni di vita proibitive per la popolazione più vulnerabile. Secondo i servizi sanitari locali, almeno quattro palestinesi sono stati uccisi da fuoco israeliano a Gaza nelle ultime 24 ore, mentre un infante di tre mesi è morto a causa del freddo estremo a Gaza City, una tragedia che si aggiunge ad una serie crescente di vittime tra i bambini per ipotermia.
Le autorità sanitarie di Gaza hanno reso noto che la morte di Ali Abu Zur, il neonato morto per l’esposizione alle basse temperature, porta a 10 il numero di bambini deceduti a causa del freddo in questa stagione invernale, mentre le condizioni di rifugiati e sfollati nei campi, privi di strutture adeguate, restano drammatiche.
Oltre alle perdite legate alle condizioni climatiche, nel corso della giornata le forze israeliane hanno continuato le operazioni militari nella Striscia di Gaza. Testimonianze e rapporti da ospedali come l’Al-Shifa di Gaza City indicano almeno quattro membri di una stessa famiglia uccisi da un proiettile di artiglieria nel quartiere di Zeitoun, mentre un altro uomo è stato colpito a morte nell’area di Bani Suheila a est di Khan Younis. L’ospedale ha ricevuto 11 corpi nei reparti di medicina legale nelle ultime 24 ore, oltre a diversi feriti.
Le operazioni militari includono, secondo testimoni locali, smantellamenti di case, fuoco di elicotteri e attacchi aerei nel nord della Striscia, con veicoli militari che hanno aperto fuoco su aree densamente popolate come il campo profughi di Bureij.
Questi incidenti si inseriscono in un contesto di conflitto protratto: le autorità sanitarie palestinesi riferiscono che, dall’inizio del cessate il fuoco parziale di ottobre 2025, sono state registrate centinaia di vittime civili, con un totale di oltre 477 palestinesi uccisi e più di 1.300 feriti secondo i dati ufficiali locali. Tuttavia, le cifre complessive dall’inizio dell’offensiva israeliana nell’ottobre 2023 superano decine di migliaia, con gran parte delle vittime rappresentate da civili, donne e bambini.
La crisi umanitaria a Gaza – dove l’accesso a beni essenziali come cibo, medicine, ricoveri sicuri e riscaldamento rimane fortemente limitato – continua a uccidere non solo per la violenza diretta ma anche per le conseguenze della guerra sulle condizioni di sopravvivenza quotidiana.
Questi dati sulle morti e sulle condizioni sul terreno, tratti da fonti ufficiali e da rapporti giornalistici aggiornati, descrivono un conflitto che, nella Striscia di Gaza, continua a mietere vittime civili e a generare sofferenze profonde per una popolazione già afflitta da mesi di assedio e ostilità.