Carney replica a brutto muso a Trump: "La storia non deve piegarsi all'autoritarismo, il Canada è dei canadesi"
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Carney replica a brutto muso a Trump: "La storia non deve piegarsi all'autoritarismo, il Canada è dei canadesi"

Il primo ministro canadese Mark Carney ha risposto alle affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, che giovedì aveva dichiarato che “il Canada vive grazie agli Stati Uniti”

Carney replica a brutto muso a Trump: "La storia non deve piegarsi all'autoritarismo, il Canada è dei canadesi"
Mark Carney
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23 Gennaio 2026 - 11.50


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Il primo ministro canadese Mark Carney ha risposto alle affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, che giovedì aveva dichiarato che “il Canada vive grazie agli Stati Uniti”, affermando invece che il Canada prospera grazie ai valori canadesi.

Carney ha sottolineato che il Paese può mostrare al mondo che il futuro non deve essere autocratico, al ritorno dal Forum Economico Mondiale di Davos, dove il suo discorso aveva attirato ampia attenzione.

Durante il Forum, Carney aveva condannato le coercizioni dei grandi poteri sui Paesi più piccoli, senza menzionare Trump, ma una volta rientrato in Canada ha replicato direttamente alle parole del presidente americano. “Il Canada non vive grazie agli Stati Uniti. Il Canada prospera perché siamo canadesi”, ha detto.

Carney ha ricordato che Canada e Stati Uniti hanno costruito una partnership notevole in economia, sicurezza e scambi culturali, ma ha precisato: “Siamo padroni in casa nostra, questo è il nostro Paese, è il nostro futuro, la scelta spetta a noi”.

In seguito, Trump ha revocato l’invito a Carney a unirsi al suo Board of Peace, scrivendo sui social: “Caro Primo Ministro Carney: questa lettera serve a comunicare che il Board of Peace ritira il suo invito riguardo all’adesione del Canada, quello che sarà, in ogni tempo, il più prestigioso Board di leader mai riunito”.

Carney aveva lasciato Davos prima dell’inaugurazione del Board di Trump per concentrarsi sugli sforzi volti a mantenere il cessate il fuoco nella guerra in Israele contro Hamas.

Trump aveva anche ipotizzato di trasformare il Canada nel 51° stato degli Stati Uniti, postando un’immagine alterata della mappa americana che includeva Canada, Groenlandia, Venezuela e Cuba. Secondo Trump, il Canada riceve molti “benefici gratuiti” dagli Stati Uniti e “dovrebbe essere grato”; il discorso di Carney a Davos avrebbe dimostrato che “non lo è stato abbastanza”.

Carney ha ribadito che rimanere fedeli ai valori canadesi è fondamentale per mantenere la sovranità: “Possiamo dimostrare che esiste un’altra via possibile, che l’arco della storia non deve piegarsi verso l’autoritarismo e l’esclusione; può ancora inclinarsi verso progresso e giustizia”.

Il primo ministro ha sottolineato che, in un’epoca di populismo e nazionalismo etnico in aumento, il Canada può mostrare come la diversità sia una forza, non una debolezza, e ha elogiato la democrazia canadese per proteggere i più vulnerabili dai potenti: “È un grande Paese per tutti. È il miglior Paese al mondo per chi è una persona comune. Non bisogna nascere ricchi o in una famiglia proprietaria di terre, non bisogna appartenere a un colore o a una religione particolare”.

Infine, Carney ha evidenziato l’importanza di costruire prosperità condivisa e di essere un esempio per il mondo, mostrando che una società pluralista può funzionare efficacemente.

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