Non si ferma la polemica sulla diretta del direttore della testata sportiva. La Rai prova a rispondere – indirettamente – alle critiche sulla telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano Cortina, sottolineando i numeri: oltre nove milioni di spettatori sintonizzati. Ma dietro i dati, si cela una vicenda che sa di mala gestione e favoritismi interni.
Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, avrebbe confidato ad amici che le accuse sono il frutto di un complotto mediatico e di attacchi politici alla Rai. La realtà, però, racconta un’altra storia: il commento alla cerimonia, in cui Petrecca ha sostituito all’ultimo minuto Auro Bulbarelli – allontanato per aver anticipato la presenza del presidente Sergio Mattarella – è stato travolto da critiche prima sui social e poi in ambito politico.
L’Usigrai è insorto e i partiti di opposizione – Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e Italia Viva (Iv) – hanno chiesto formalmente la rimozione di Petrecca. Le critiche sono partite subito dall’esordio: «Benvenuti allo stadio Olimpico», ha detto Petrecca, sbagliando il nome dell’impianto (era San Siro). Ma il punto più contestato riguarda il silenzio sull’esibizione del cantante Ghali: il direttore non lo ha mai nominato durante la sua performance. Sui social in molti hanno segnalato che non ha riconosciuto i tedofori pallavolisti Simone Giannelli, Anna Danesi e Carlotta Cambi. La squadra Numia Vero Volley di Milano (di cui Danesi è capitana) ha chiesto scuse ufficiali alla Rai.
Altri errori e omissioni hanno fatto il resto: Petrecca non ha presentato quasi nessun capo di Stato o reale presente in tribuna (tranne la premier Giorgia Meloni e pochi altri), ha ignorato i fischi alla delegazione israeliana e al vicepresidente Usa JD Vance, ha definito i brasiliani «con la musica nel sangue» e ha fatto una battuta sulle sagome di Rossini e Verdi a cui «mancava Bianchini per fare il tricolore».
Il M5S in commissione di Vigilanza ha parlato di «medaglia d’oro della sciatteria televisiva» e «figuraccia olimpica», aggiungendo che «sarebbe bastato non prepensionare Franco Bragagna» per avere un commento adeguato. Durissimo anche il Pd: i responsabili Sandro Ruotolo (Informazione) e Stefano Graziano (capogruppo in Vigilanza) hanno definito la prestazione «la peggiore versione della Rai, quella che conosciamo fin troppo bene: TeleMeloni». Per Dafne Musolino (Iv) si tratta di un «disastro annunciato», mentre Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs) hanno denunciato censure e gaffe, chiedendo «chiarezza e assunzione di responsabilità ai vertici Rai».
L’Usigrai ha chiesto invano la messa in onda di un comunicato in cui ricordava che Petrecca era già stato sfiduciato dalla redazione di RaiNews24 e per due volte da Rai Sport, invitando l’azienda ad assumersi le responsabilità. Secondo indiscrezioni, i consiglieri di opposizione vorrebbero portare la questione in Cda Rai. Il consigliere Roberto Natale ha precisato: «Nessuno provi a buttarla in politica. Le critiche derivano dall’incontestabile inadeguatezza professionale mostrata in quattro ore di telecronaca».
A difesa di Petrecca sono intervenuti i membri di Fratelli d’Italia in Vigilanza, secondo cui la cerimonia è stata «un bellissimo biglietto da visita» per l’Italia e la Rai, e le polemiche delle opposizioni sono «strumentali e ridicole».
Quella che doveva essere una diretta di prestigio si è trasformata in un clamoroso pasticcio mediatico, che racconta una Rai in balia di errori, favoritismi e tensioni politiche.