«Per il Parlamento europeo il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico».
La frase pronunciata da Roberta Metsola merita una riflessione molto seria. Perché il punto è semplice: il diritto internazionale non è un abito. Non è qualcosa che si indossa quando è utile e si accantona quando diventa scomodo. E soprattutto chi invoca il rispetto del diritto internazionale non giustifica il regime tirannico.
Il diritto internazionale è diritto. Punto.
Dire che bisogna “evitare di abusarne” è una formulazione pericolosa, perché il problema reale degli ultimi decenni non è mai stato l’abuso del diritto internazionale. Il problema è stato il suo continuo e sistematico mancato rispetto.
Se il diritto internazionale vale solo quando riguarda i nostri avversari ma diventa “abusato” quando limita le nostre azioni o quelle dei nostri alleati, allora non stiamo parlando di diritto: stiamo parlando di convenienza politica.
Ed è difficile non pensare al parallelo con alcune dichiarazioni di Antonio Tajani, che più volte ha ribadito che il diritto internazionale è fondamentale salvo poi aggiungere che bisogna guardare “al contesto”. Ma è proprio quando le regole vengono piegate al contesto che smettono di essere regole.
Le norme internazionali esistono per limitare il potere degli Stati, tutti gli Stati. Non per essere reinterpretate ogni volta che diventano scomode.
Per questo la verità è molto più semplice: il diritto internazionale non si può “abusare”.
L’unico vero abuso è violarlo continuamente mentre si continua a proclamarne l’importanza.