Trump pensa di di occupare l’isola iraniana di Kharg per costringere Teheran a riaprire lo stretto di Hormuz

Secondo un report di Axios, l’amministrazione di Donald Trump sta valutando l’ipotesi di occupare o bloccare l’isola iraniana di Kharg per costringere Teheran a riaprire lo stretto di Hormuz.

Trump pensa di di occupare l’isola iraniana di Kharg per costringere Teheran a riaprire lo stretto di Hormuz
L'isola iraniana di Kharg
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20 Marzo 2026 - 12.46


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Secondo un report di Axios, l’amministrazione di Donald Trump sta valutando l’ipotesi di occupare o bloccare l’isola iraniana di Kharg per costringere Teheran a riaprire lo stretto di Hormuz. Il report, che non è ancora stato possibile verificare in modo indipendente, cita quattro fonti rimaste anonime.

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“Vuole che Hormuz sia aperto. Se dovrà prendere l’isola di Kharg per farlo, lo farà. Se deciderà per un’invasione costiera, accadrà. Ma questa decisione non è ancora stata presa”, ha dichiarato ad Axios un alto funzionario dell’amministrazione.

“Abbiamo sempre avuto truppe sul terreno nei conflitti sotto ogni presidente, incluso Trump. So che questo è un tema molto discusso nei media, e capisco la dimensione politica, ma il presidente farà ciò che ritiene giusto”, ha aggiunto un secondo alto funzionario. Nessuna decisione è stata ancora presa, ha precisato.

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Kharg, un’isola corallina lunga circa otto chilometri nel Golfo Persico, a circa 25 chilometri dalla costa iraniana, è un nodo cruciale per la lavorazione del petrolio: attraverso di essa transita normalmente il 90% delle esportazioni petrolifere dell’Iran. L’isola era rimasta in gran parte intatta durante le prime due settimane degli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele.

Tuttavia, la scorsa settimana gli Stati Uniti hanno bombardato le installazioni militari sull’isola, lasciando però intatte le infrastrutture per l’export di petrolio. Il presidente Trump ha avvertito che potrebbe riconsiderare la decisione di non colpire tali impianti se l’Iran o altri Paesi “faranno qualsiasi cosa per interferire” con il passaggio sicuro delle navi nello stretto di Hormuz.

Questa fondamentale via marittima è di fatto bloccata da quando l’Iran ha iniziato ad attaccare le navi in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani, provocando un forte aumento dei prezzi del petrolio.

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