Un uomo capace di trascinare l’intero pianeta in una disgrazia che non si vedeva dalla guerra del ‘39-’45
Un ragazzino volgare e psicolabile
(Non adatto ad un lettore perbenista, del resto la realtà sta anche nel modo di comunicare di trump)
L’insulto contro Macron, prima di tutto, su “sua moglie che lo tratta malissimo”, visto che non si sa cosa, lo sappiamo benissimo, e, questo tono, e, quello, eravamo abituati, al gioco dell’accento francese. Sappiamo bene perché è iniziata, questa frase:
perché, senza dubbio, l’Europa si rifiuta di assumersi la responsabilità della nuova guerra del Golfo. A seguire, questa frase, allucinante, su Mohammed Ben Salmane, l’erede, il vero dittatore, dell’Arabia Saudita.
In un forum economico organizzato con soldi saudita, Trump ha detto, ed era il suo discorso ufficiale, non un estratto:
“Ora, una volta che gli USA hanno riacquistato la loro grandezza, non con un presidente “fallito”mi sta leccando il deretano.”
E poco dopo aggiunse che doveva aver fatto il culo al presidente, aveva bisogno di ricordarlo ancora.
La frase dovrebbe essere messa nei libri di storia, credo, perché spiega l’essenza stessa del colonialismo.
Il colonialismo sta arrivando in un paese e costringe i suoi leader a leccare il culo al leader.
A quanto pare colui che dovrebbe leccare il culo al Presidente degli Stati Uniti, non uno, scusate, solo, il “culo mio”, lo scrivo così, perché Trump non fa altro che costruire, a parole sue, una statua a sé stesso, un io che ammira tanto che si considera, in questo periodo di Pasqua, un Cristo nuovo, che colui, poi, che si prende gioco del miglior alleato degli USA, e, oggettivamente, che quest’uomo, come i suoi predecessori, esisteva solo fino a quando era un agente degli USA.
Quindi quello che dice Trump è vero.
Questo è il normale rapporto che le potenze coloniali instaurano con i “paesi amici ai quali garantiscono l’indipendenza”:
il potere fantoccio fotte i piedi, quella è l’immagine tradizionale, o il culo, quella è l’immagine trumpiana, di chi dà ordini.
La frase mostra soprattutto non solo la rottura, ma l’impotenza attuale dov’è, non Trump, ma il potere degli USA di imporre qualsiasi cosa.
L’insulto è lì a mostrare la decenza:
questa è stata la reazione ufficiale dell’Arabia Saudita, che diceva che d’ora in poi avrebbe comprato le sue armi altrove che negli USA.
L’impotenza del potere americano esplode ancora di più nell’ultimo tweet sullo “stretto del cazzo” ancora chiuso dagli iraniani.
Non dice nemmeno lo stretto di Hormuz.
Dice solo “lo stretto”, il che dimostra che non pensa ad altro.
E questo stretto è “cazzo”, parola che non voglio tradurre in modi eleganti, voglio mettere Trump allo spettacolo becero di chi ancora in Europa lo sostiene, e non aggiungo altro su suddette persone.
Neanche “fottutamente” ma “fottutamente” ripete Trump, una forma che mostra, dalla volgarità nella volgarità, il vero significato:
è l’operazione americana, nel suo complesso, che viene “fottuta”, perché, nonostante la superiorità militare, quasi assoluta, di Israele e USA, la crisi è qui, in tutto il mondo, perché della stupidità di questo Moi.
A causa di questo ragazzino che non cresce mai che ha intrapreso un’avventura che, ovviamente, non può vincere, da qui, sento, l’attrito che abbiamo provato tra Israele e USA negli ultimi giorni, queste frasi aberranti pronunciate da un ragazzino colto nel sbagliato:
“Non ho iniziato io… sono loro”, i “loro” sono gli agenti israeliani della sua cerchia, e soprattutto suo genero, Jared Kushner, si è fatto baciare, se posso dire, dagli israeliani.
E lui lo dice.
Quindi gli iraniani sono “pazzi bastardi”, e Trump stesso premia loro quella che sembrerebbe la loro Legione d’Onore.
Hanno la forza di perdere le staffe, e i loro mezzi, verso quella che è considerata la prima potenza al mondo.
C’è qualcosa in un’altra parola che non riesco a tradurre,
“vergogna” e non è solo una vergogna.
Sento nella parola inglese qualcosa di molto più forte e, direi, più impotente.
Il ritrovamento di un difetto irreparabile.
Un uomo capace di trascinare l’intero pianeta in una disgrazia che non si vedeva dalla guerra del 39-45.
Ma davanti a lui cosa succede?
Cosa sta succedendo negli USA?
Sono colpita dal fatto che, ultimamente, le proteste più forti sembrano arrivare non dai democratici, ma dai repubblicani, o da alcuni repubblicani, mentre tutti gli altri tacciono, o applaudono.
E questo accade quando, ai massimi livelli dell’esercito americano, una purga elimina non so quanti generali e ammiragli, compreso il capo di stato maggiore dell’esercito.
Allora, qual è il potere del resto del mondo quando Trump ha detto la cruda, puzzolente, verità, di aver rotto la porcellana di persone ben educate?
L’Occidente ha passato il suo tempo a prendere a calci in culo l’America, con gratitudine, e, sì, con piacere. Tranne che quando la cosa è detta in questi termini, e la frase detta significa che, volens-nolens, non c’è più culo da baciare, perdona il mio francese, vero.
Cosa facciamo per uscire dalla vergogna?
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