Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di riprendere gli attacchi contro l’Iran mentre un fragile cessate il fuoco fatica a reggere, sullo sfondo dei continui bombardamenti israeliani in Libano.
Il leader americano ha dichiarato che tutto il personale militare statunitense resterà dispiegato nella regione fino a quando l’accordo non sarà “pienamente rispettato”.
«Se per qualsiasi ragione ciò non dovesse accadere, cosa altamente improbabile, allora si ricomincerà a sparare, in modo più massiccio, più efficace e più devastante di quanto si sia mai visto prima», ha aggiunto.
Confusione e tensione sono aumentate dopo che, all’inizio della settimana, è stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco mediato dal Pakistan, che secondo l’Iran e lo stesso Pakistan includeva anche il Libano. Una versione però smentita sia dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sia dalla Casa Bianca.
I Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito che risponderanno con una reazione “che farà pentire” se gli attacchi contro il Libano continueranno.
L’agenzia di stampa statale Islamic Republic News Agency ha inoltre citato un funzionario dei Guardiani della Rivoluzione secondo cui: «Qualsiasi attacco al fiero Hezbollah è un attacco all’Iran».
Secondo la Difesa civile libanese, gli attacchi hanno causato centinaia di morti e feriti. L’esercito israeliano ha dichiarato a The Independent di aver portato a termine “il più grande attacco” nel Paese dall’inizio del conflitto.
La ministra dell’Interno britannica, Yvette Cooper, ha condannato l’escalation israeliana definendola “profondamente dannosa” e ha chiesto che il Libano venga “urgentemente incluso” nel cessate il fuoco condizionato.