Israele ha completamente distrutto Gaza.
Non esiste scuola che funzioni normalmente, cioè non sotto una tenda, anche all’aperto, non so quali ospedali funzionino ancora, quali istituzioni sono civili che esistono, Israele ha distrutto tutto.
Tranne una cosa: Hamas.
Hamas controlla ancora e per sempre il territorio di Gaza e, peggio ancora, le bande mafiose, intendo davvero mafiose, criminali di common law, su cui, ad un certo punto, Israele ha cercato di fare affidamento per creare un potere fantoccio, sono state spazzate via dalla pubblica piazza, o sono state alleate ad Hamas e stanno lavorando oggi sotto il suo controllo.
Cos’è Hamas oggi?
Questi non sono più leader storici, non quelli che pianificarono l’attacco del 7 ottobre, quelli eliminati, ma estranei, indubbiamente giovani, ancora più determinati a combattere al più presto.
Israele ha perso la guerra di Gaza, e l’ha persa a tutti i livelli, nonostante sia l’esercito più tecnologico del mondo, per così dire, subito dopo gli USA, o subito prima, cosa conta?
Perso, militarmente, sì, militarmente, perché moltiplicando le morti, quasi 100.000, lo sapremo mai il numero esatto?
Non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi:
né sradicare Hamas,
né espellere i palestinesi,
né annettere di nuovo Gaza,
né creare Gaza-Beach con gli USA.
Niente di niente. Tanto per creare rovine e apparire, agli occhi di tutto il mondo, agli occhi di tutti i popoli del mondo, devo specificare, per uno stato terrorista, mostruoso e la cui immagine, per tutti, non è nemmeno Netanyahu, truffatore, ma Ben-Gvir, che è al suo governo dopo aver chiesto, nel corso della sua vita, l’uccisione dei palestinesi, e sostenuto gli assassini una volta commesso il loro gesto, si ricorda che prima di entrare al governo, ha applaudito gli assassini che hanno bruciato una coppia palestinese e il loro bambino, e ha festeggiato la loro assoluzione, perché, per una tempestiva coincidenza, il video dell’omicidio era stato diffuso dai servizi giudiziari israeliani.
Israele, agli occhi del popolo, oggi, è l’immagine di questo mostro.
Quel mostro che viene ad accendere champagne alla Knesset quando i parlamentari israeliani adottano la pena di morte, e la pena di morte selettiva, non per i terroristi ebrei, che soffia champagne piantando un pino che rappresenta un nodo che scorre.
Un tizio che spiega alla televisione che, ovviamente, per ora, ci vorranno ancora mesi e mesi prima che venga inflitta questa pena di morte, perché ci sono ricorsi di tutti i tipi davanti alla Corte Suprema, ma ha già ordinato le divise rosse per chi è minacciato di impiccagione. È lui che supervisiona personalmente l’uso sistematico della tortura nelle carceri israeliane, immagine di Israele.
Questo è lui, l’immagine di Israele, non sono i manifestanti che protestano perché, mentre scrivo, le proteste non hanno il potere, e tutt’altro che, di cambiare il corso delle cose. L’immagine di Israele, agli occhi del mondo, è questa.
Cosa vuole Israele dal Libano?
Dopo aver distrutto tutte le infrastrutture civili di decine di villaggi, alcuni dei quali cristiani, non avevano nulla a che fare con gli sciiti filo-iraniani, distrutto campi, distrutto raccolti, case, dopo aver fatto, oggi più di 2000 morti, e buttato in strada più di un milione di persone.
Beirut e Tiro, bombardando anche siti archeologici.
Qual è il punto?
E questo, mentre la società libanese, nella sua stragrande maggioranza, chiedeva la pace e premeva un Hezbollah politicamente degradato per fermare la lotta armata?
L’obiettivo è lo stesso: distruggere tutto, governare con il terrore, e solo con esso, e rispondere ai razzi dei fanatici sciiti con una “vendetta”, la parola viene usata ufficialmente, cento volte più forte.
Senza riguardo alla storia: perché è esattamente così che i nazisti hanno risposto alla Resistenza. Ma una volta distrutto tutto, non sarà possibile alcuna vita nel Libano meridionale e che il Libano sarebbe sicuramente un paese in bancarotta, come la Somalia e la Libia, quale obiettivo sarà raggiunto?
Ci saranno meno attacchi al nord di Israele?
Ce ne saranno molti altri, perché i droni, oggi, sono molto più pericolosi dei missili, e tutti possono fare un drone.
E Israele cosa sta facendo in questo numero crescente di atti terroristici perpetrati dai coloni contro la popolazione civile della Cisgiordania?
Ogni giorno, morte, case in fiamme, e terrore quotidiano, per rendere impossibile la vita a persone che hanno l’unica colpa di essere lì. E dove devono andare queste persone, gravate dai sostenitori dei partiti di Ben-Gvir e dal suo complice Smotritch? Anche qui, oggi, è l’immagine di Israele.
Rovine fatte da Israele, rovine israeliane. Rovine di un paese che, di fatto, voleva essere democratico, come ad Atene, ovviamente, visto che la popolazione occupata è rimasta, per mezzo secolo, senza diritto a nulla, e, sì, certo, uso la parola “occupato” per la Cisgiordania, teoricamente autonoma, e per Gaza.
Rovine dell’Ebraismo.
Rovina totale, sconfitte morali, ovviamente, ma anche militari.
Tranne che queste sconfitte sono di un tipo particolare: sono sconfitte senza vincitore, e sconfitte senza fine, oltre decenni, perché l’odio reciproco, e l’odio che genera odio, paura, e terrore, tutti questi non hanno fine, e non finisce mai, mai. Rovine, anche, di un mondo che tace e lascia andare, oltre la condanna ufficiale, e non osa nemmeno dichiarare Israele cos’è:
uno stato diventato paria.
Anche questo silenzio porta la rovina: perché, allora, l’indignazione e le proteste delle persone, in tutto il mondo, contro i mostri dell’attuale sionismo, movimenti di rivolta e rifiuto di massa nelle popolazioni, possono essere recuperati da altri assassini al potere, e quell’antisemitismo nascosto o non sotto il nome dell’antisionismo, può creare di nuovo scompiglio.