Israele rifiuta il cessate il fuoco con Hezbollah ma apre negoziati con il Libano mentre continuano gli attacchi
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Israele rifiuta il cessate il fuoco con Hezbollah ma apre negoziati con il Libano mentre continuano gli attacchi

Israele ha dichiarato che non discuterà un cessate il fuoco con Hezbollah durante l’incontro previsto la prossima settimana a Washington con i rappresentanti libanesi, mentre continuano gli attacchi israeliani sul territorio libanese.

Israele rifiuta il cessate il fuoco con Hezbollah ma apre negoziati con il Libano mentre continuano gli attacchi
Bombardamenti israeliani su Beirut
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11 Aprile 2026 - 12.58


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Israele ha dichiarato che non discuterà un cessate il fuoco con Hezbollah durante l’incontro previsto la prossima settimana a Washington con i rappresentanti libanesi, mentre continuano gli attacchi israeliani sul territorio libanese.

Gli ambasciatori di Israele e Libano hanno tenuto colloqui nella notte di venerdì per definire gli ultimi dettagli del vertice che si terrà martedì al Dipartimento di Stato.

L’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter ha affermato che i colloqui segneranno l’avvio di negoziati formali con il governo libanese, pur in assenza di relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

“Israele ha accettato di avviare negoziati di pace formali con il Libano”, ha dichiarato.

Ha però escluso qualsiasi discussione che coinvolga Hezbollah.

“Israele ha rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l’organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi”, ha aggiunto.

L’iniziativa diplomatica arriva mentre gli attacchi israeliani si intensificano in diverse aree del Libano. L’Agenzia nazionale di stampa libanese ha riferito che tre persone sono state uccise sabato in un raid aereo che ha distrutto un edificio residenziale nella zona di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh.

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Secondo diversi media, Stati Uniti e Libano avrebbero chiesto a Israele una pausa temporanea dei bombardamenti prima dei colloqui. Reuters, citando Axios, ha riportato che sia il governo libanese sia l’amministrazione Trump avrebbero sollecitato una sospensione delle ostilità, senza però una conferma ufficiale della Casa Bianca.

Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre i bombardamenti, avvertendo che una prosecuzione delle operazioni potrebbe compromettere la fragile tregua con l’Iran.

Teheran, dal canto suo, ha affermato che la pausa di due settimane nelle ostilità concordata con Washington includerebbe anche la fine dei combattimenti tra Israele e Hezbollah. Israele ha respinto questa interpretazione e ha continuato le operazioni militari, compreso un vasto attacco che mercoledì avrebbe causato oltre mille tra morti e feriti.

Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che Teheran non parteciperà a negoziati senza un cessate il fuoco in Libano e senza lo sblocco dei fondi iraniani congelati.

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Nonostante gli sforzi diplomatici, i combattimenti in Libano non accennano a diminuire. Le autorità libanesi stimano che nelle ultime settimane il bilancio complessivo delle vittime sia vicino alle duemila persone, con oltre 350 morti registrati in una sola giornata di attacchi.

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