Trump attacca Merz: tensioni tra Washington e Berlino su Iran e Ucraina

Nuovo scontro diplomatico tra Stati Uniti e Germania, mentre si intensifica il confronto sulla guerra in Iran e sul conflitto tra Russia e Ucraina.

Trump attacca Merz: tensioni tra Washington e Berlino su Iran e Ucraina
Friedrich Merz
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30 Aprile 2026 - 22.49


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Nuovo scontro diplomatico tra Stati Uniti e Germania, mentre si intensifica il confronto sulla guerra in Iran e sul conflitto tra Russia e Ucraina.

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Donald Trump è tornato ad attaccare il cancelliere tedesco Friedrich Merz, accusandolo di essere «totalmente inefficace» nel tentativo di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina e invitandolo a «riparare il suo Paese in crisi», invece di «interferire» sulla questione iraniana.

In un messaggio sui social, Trump ha scritto che il cancelliere dovrebbe concentrarsi su «immigrazione ed energia», dedicando meno tempo a criticare chi, secondo lui, sta eliminando la minaccia nucleare iraniana e rendendo il mondo «più sicuro, Germania inclusa».

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Le dichiarazioni arrivano all’indomani di un’altra presa di posizione del presidente statunitense, che ha ipotizzato una revisione della presenza militare americana in Germania, con una «possibile riduzione» delle truppe. Attualmente tra i 36.000 e i 39.000 militari statunitensi sono stanziati nel Paese, in gran parte nelle basi di Stoccarda e Ramstein, numeri comunque inferiori rispetto al picco della Guerra fredda.

Le parole di Trump sembrano essere una risposta diretta alle critiche, insolitamente dure, espresse da Merz nei giorni precedenti. Il cancelliere aveva infatti accusato gli Stati Uniti di essere «umiliati» dall’Iran e di non avere una strategia di uscita dal conflitto.

Giovedì, durante una visita a una base militare tedesca a Münster, Merz ha adottato toni più concilianti, sottolineando l’importanza dei rapporti con la Nato e con Washington e criticando l’Iran per il rifiuto di partecipare ai negoziati di pace. Senza citare direttamente Trump, ha ribadito la necessità di una soluzione guidata dalla Nato e di una «affidabile partnership transatlantica».

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Le autorità tedesche hanno cercato di ridimensionare lo scontro. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul, in visita in Marocco, ha ricordato che l’ipotesi di un ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania non è nuova e che era già stata evocata non solo da Trump, ma anche dalle amministrazioni precedenti, da Joe Biden a Barack Obama fino a Bill Clinton.

Secondo Wadephul, un progressivo spostamento delle forze verso l’area del Pacifico era già stato delineato in passato. «Potrebbe ancora accadere. Dobbiamo analizzare la situazione con calma e attenzione», ha dichiarato, aggiungendo che Berlino è pronta a eventuali cambiamenti e sta discutendo la questione «in uno spirito di fiducia» all’interno della Nato.

Il ministro ha inoltre sottolineato che un riequilibrio delle forze è già in atto e che la Germania dovrà assumersi maggiori responsabilità: «Dobbiamo rafforzarci e diventare più autonomi».

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Resta però difficile immaginare un ritiro statunitense dalla base aerea di Ramstein, considerata strategica e «insostituibile» sia per gli Stati Uniti sia per gli alleati.

Secondo Claudia Major, esperta di sicurezza transatlantica del German Marshall Fund, il tentativo di Trump di usare Ramstein come leva negoziale «non è una novità» e si inserisce in una linea già vista in passato. Tuttavia, i segnali provenienti da Washington risultano «molto destabilizzanti» e sollevano interrogativi sull’affidabilità americana.

Allo stesso tempo, ha aggiunto, l’Europa dovrà ridurre la propria dipendenza dagli Stati Uniti, anche se ciò potrebbe tradursi in «meno sicurezza e maggiore instabilità».

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Più prudente la posizione di Roderich Kiesewetter, esperto di difesa dei Cristiano-democratici di Merz, che ha invitato a non reagire in modo eccessivo: eventuali riduzioni di truppe erano già state annunciate e non rappresentano una sorpresa, purché avvengano in modo «ordinato e concordato».

Kiesewetter ha infine sottolineato come la presenza militare americana in Germania – dagli ospedali militari di Landstuhl al polo strategico di Ramstein fino ai campi di addestramento di Grafenwöhr – sia fondamentale non solo per la difesa europea, ma anche per la proiezione globale della potenza militare degli Stati Uniti.

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