Via libera del Consiglio Affari Esteri dell’Ue alle sanzioni contro i coloni israeliani violenti. L’Ungheria ha ritirato il veto finora mantenuto sulle misure, per le quali era richiesta l’unanimità. I 27 ministri degli Esteri hanno così raggiunto un accordo politico. Non ha invece ottenuto il necessario sostegno la proposta di imporre dazi ai prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani. L’intesa prevede inoltre nuove sanzioni contro Hamas.
Misure parziali, ridicole e insufficienti, sia perché colpiscono soltanto una parte dei coloni israeliani – quelli definiti “violenti” – e non l’intero sistema di insediamenti ritenuto da varie organizzazioni e osservatori contrario al diritto internazionale nei territori palestinesi occupati, sia perché l’Unione Europea non ha incluso alcuna misura commerciale ampia, come dazi generalizzati sui prodotti provenienti dagli insediamenti.
In questa prospettiva, viene sottolineato come, di fronte a una situazione che diversi attori internazionali descrivono come gravemente lesiva del diritto internazionale e segnata da una forte escalation di violenza contro la popolazione palestinese, la risposta europea appaia ancora limitata e prudente, accusata da alcuni critici di oscillare tra cautela politica e incapacità di assumere una posizione più incisiva. Fa eccezione, in questo quadro, la posizione del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez, spesso indicato come tra i più espliciti nel chiedere una linea europea più dura.
