Netanyahu è peggio di Ben Gvir: sta portando a termine la soluzione finale della questione palestinese
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Netanyahu è peggio di Ben Gvir: sta portando a termine la soluzione finale della questione palestinese

Al gangster di Tel Aviv, il primo ministro Benjamin Netanyahu non è bastato aver causato la morte di oltre 72mila palestinesi. Ora vuole tutta Gaza.

Netanyahu è peggio di Ben Gvir: sta portando a termine la soluzione finale della questione palestinese
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

28 Maggio 2026 - 20.18


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Dedicato, si fa per dire, a tutti quelli che pensano di lavarsi la coscienza additando come male assoluto il fascio-ministro Itamar Ben-Gvir (a proposito, nessuna sanzione proclamata contro di lui è stata presa dall’Europa e dall’Italia).

Eliminato politicamente il cattivaccio, che peraltro continua a bulleggiare nel governo, Israele tornerebbe d’incanto ad essere l’unica democrazia del Medio Oriente (sic). L’unica democrazia che sta portando a termine, nel silenzio complice dell’Europa, dell’Italia, e della comunicazione mainstream del fu Belpaese, la soluzione finale della questione palestinese.

A cominciare da Gaza. Al gangster di Tel Aviv, il primo ministro Benjamin Netanyahu non è bastato aver causato la morte di oltre 72mila palestinesi, la grande maggioranza donne e bambini (oltre 20mila). Il criminale di guerra vuole ancora di più. E lo sta ottenendo. Rioccupare la Striscia di Gaza, confinando una popolazione ridotta da tempo allo stremo, in un fazzoletto di terra infinitesimale. Peggio del Ghetto di Varsavia. 

L’uomo della guerra perpetua ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre. “Stiamo attualmente soffocando Hamas. Controlliamo ora il 60% del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70%”, ha affermato Netanyahu parlando in conferenza da un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, diffusa in video dall’emittente israeliana Channel 12.

Occupare il 70% della Striscia di Gaza. Il che significa che due milioni di palestinesi, donne, bambini, anziani in maggioranza, dovrebbero sopravvivere nel restante 30%. Due milioni di persone!!! In un niente di territorio, tra le macerie di quelle che un tempo erano case, senza acqua potabile, con i ratti che invadono le tende di emergenza e mordono i bambini. 

Una vergogna assoluta. Un crimine contro l’umanità che non ha eguali dal dopo Seconda guerra mondiale. Ma l’Europa si guarda bene di rompere i rapporti, qualsiasi tipo di rapporto, economico, commerciale, militare, con un Paese governato da una cricca di criminali impuniti. Cosa dire poi del governo italiano, che continua a ostacolare in sede europea lo stop agli accordi commerciali con Israele! Per Giorgia Meloni e quella barzelletta di ministro degli Esteri, Antonio Tajani, Netanyahu è intoccabile, non hanno problema a stringergli la mano. La mano di un criminale. Di fronte allo scempio di Gaza e alle ultime dichiarazioni di Netanyahu, il minimo sindacale sarebbe stato richiamare da Tel Aviv il nostro ambasciatore e/o convocare d’urgenza quello d’Israele a Roma. Non è stato fatto. E non lo si farà mai. Questo significa essere complici di un genocidio.

Si di un genocidio, anche se a Erri De Luca la parola non piace. Pazienza, ce ne faremo una ragione.

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