Donald Trump alza nuovamente il livello dello scontro in Medio Oriente e arriva a minacciare perfino l’Oman, storico alleato degli Stati Uniti e mediatore nei negoziati con l’Iran.
Durante una riunione di governo alla Casa Bianca, il presidente americano ha reagito a indiscrezioni secondo cui Iran e Oman avrebbero potuto avere un ruolo nella gestione dello stretto di Hormuz nell’ambito di un possibile accordo per consolidare il cessate il fuoco.
“No, lo stretto sarà aperto a tutti. Sono acque internazionali e l’Oman si comporterà come tutti gli altri oppure dovremo farli saltare in aria”, ha dichiarato Trump.
Poco prima il presidente aveva smentito le ricostruzioni secondo cui Teheran e Muscat avrebbero dovuto gestire il traffico navale nello stretto come parte di un’intesa più ampia per mettere fine alla guerra.
Le dichiarazioni arrivano mentre cresce l’incertezza sulla tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. I prezzi del petrolio sono tornati a salire: il Brent del Mare del Nord ha guadagnato l’1,8% nelle contrattazioni di giovedì mattina, risalendo a 95,95 dollari al barile dopo il calo della giornata precedente.
Trump ha anche avvertito che Washington potrebbe “finire il lavoro” contro l’Iran se i negoziati non porteranno rapidamente a un accordo soddisfacente.
“L’Iran vuole molto un accordo, ma finora non ci siamo ancora”, ha detto il presidente americano durante la riunione trasmessa in tv dalla Casa Bianca. “Non siamo soddisfatti, ma lo saremo. Oppure dovremo semplicemente finire il lavoro.”
Da parte iraniana, invece, funzionari di Teheran hanno sostenuto che una ripresa immediata della guerra resta improbabile, pur confermando che le forze armate iraniane restano in stato di massima allerta.
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