Dall’inizio del mese almeno 67 palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa delle demolizioni effettuate nella Cisgiordania occupata, mentre 24 strutture sono state abbattute. Lo riferiscono gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA).
Secondo l’OCHA, le autorità israeliane giustificano le demolizioni sostenendo che gli edifici sono privi dei necessari permessi di costruzione, autorizzazioni che, sottolinea l’agenzia dell’Onu, sono «quasi impossibili da ottenere per i palestinesi».
L’OCHA aggiunge che, dall’inizio dell’anno, gli attacchi dei coloni e le demolizioni motivate dalla mancanza di permessi edilizi hanno provocato lo sfollamento di oltre 3.200 palestinesi, pari a una media di 17 persone al giorno: un ritmo doppio rispetto alla media giornaliera registrata nei tre anni precedenti.