La logica del pappone. Donald Trump ha rivendicato il ruolo degli Stati Uniti come una sorta di protettore a pagamento dei propri alleati, sostenendo che i Paesi che beneficiano della protezione militare americana dovrebbero rimborsare Washington per i costi sostenuti.
Parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, il presidente ha dichiarato: «Voglio essere rimborsato perché stiamo proteggendo una parte molto ricca del mondo. Stiamo spendendo soldi, e quindi quello che abbiamo fatto è questo: saremo rimborsati per la protezione che forniamo». Ha poi aggiunto: «Non ne abbiamo bisogno noi direttamente, ma ne abbiamo bisogno perché stiamo proteggendo gli alleati».
Trump ha inoltre rivendicato i risultati dell’offensiva militare americana contro l’Iran, sostenendo che gli attacchi abbiano gravemente compromesso le capacità militari di Teheran.
«I nostri attacchi li hanno riportati in larga misura all’età della pietra», ha affermato, aggiungendo che dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, le forze statunitensi avrebbero distrutto 159 imbarcazioni, circa 200 aerei, i sistemi radar, le difese antiaeree e l’84% della capacità di produzione di armamenti iraniana. Per questo, ha concluso, l’Iran è oggi «molto diverso» rispetto a quattro mesi fa e «non potrà più fare il bullo del Medio Oriente».
