Da Merz altolà a Trump: non tenti di influenzare le elezioni in Germania finanziando iniziative Maga

Merz ha reagito alla nuova iniziativa statunitense, che prevede sovvenzioni fino a 3 milioni di dollari per enti di beneficenza, think tank e singoli individui europei.

Da Merz altolà a Trump: non tenti di influenzare le elezioni in Germania finanziando iniziative Maga
Merz e Trump
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15 Luglio 2026 - 23.01


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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha messo in guardia l’amministrazione di Donald Trump dal tentare di influenzare le elezioni in Germania, dopo che il Dipartimento di Stato americano ha annunciato un programma di finanziamenti destinato a sostenere in Europa iniziative allineate all’ideologia del movimento Maga.

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Merz ha reagito alla nuova iniziativa statunitense, che prevede sovvenzioni fino a 3 milioni di dollari per enti di beneficenza, think tank e singoli individui europei.

Secondo il bando, i fondi saranno destinati a progetti che affrontino temi come «la sovranità nazionale, l’immigrazione, la censura e l’uso politico della giustizia», in linea con «una filosofia politica condivisa, lo Stato di diritto e il comune patrimonio della civiltà occidentale».

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In un contesto di crescente preoccupazione per il possibile tentativo degli Stati Uniti di influenzare direttamente la politica europea, Merz ha dichiarato di non voler vedere interferenze americane nelle elezioni regionali tedesche in programma a settembre.

«Da parte nostra non interferiamo nelle elezioni americane», ha affermato durante la conferenza stampa estiva di mercoledì a Berlino. «Allo stesso modo, non voglio che il governo degli Stati Uniti o istituzioni ad esso vicine interferiscano nelle elezioni tedesche.»

Secondo alcuni ex funzionari del Dipartimento di Stato, il programma di finanziamento rientra in un progetto avviato da mesi per reindirizzare fondi pubblici statunitensi verso gruppi dell’estrema destra europea e, potenzialmente, anche partiti politici.

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Il testo del bando lascia infatti margini di interpretazione sui possibili beneficiari. Oltre a organizzazioni e think tank, viene indicato che possono presentare domanda anche «individui» e «istituzioni governative», senza ulteriori precisazioni.

Precedenti indiscrezioni avevano già suggerito che il Dipartimento di Stato, sotto l’amministrazione Trump, stesse valutando la possibilità di finanziare partiti politici europei, pur dovendo fare i conti con i limiti imposti dalla legislazione statunitense sugli aiuti all’estero.

Merz ha ricordato che in Germania è vietato per legge finanziare partiti politici con fondi provenienti dall’estero.

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Un ex funzionario del Dipartimento di Stato ha commentato: «Sembra esserci il tentativo di alterare gli equilibri delle elezioni europee, offrendo ai partiti della destra risorse finanziarie che normalmente non avrebbero a disposizione.»

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia con cui esponenti dell’amministrazione Trump, tra cui il vicepresidente JD Vance, hanno più volte criticato i tradizionali alleati dell’Europa occidentale su temi quali immigrazione, aborto e regolamentazione delle piattaforme digitali.

Parallelamente, funzionari del Dipartimento di Stato hanno intensificato i rapporti con organizzazioni socialmente conservatrici e con partiti della destra radicale europea.

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Già nel dicembre scorso, una nuova strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti sosteneva che l’Europa fosse esposta al rischio di una «cancellazione della propria civiltà» ed elogiava la crescente influenza dei «partiti patriottici europei», in un evidente riferimento ai movimenti populisti.

Il mese scorso, inoltre, il governo britannico ha respinto le affermazioni di una dirigente del Dipartimento di Stato, secondo cui la polizia del Regno Unito effettuerebbe migliaia di arresti per presunte violazioni della libertà di espressione.

Le dichiarazioni erano state pronunciate da Sarah B. Rogers, divenuta uno dei volti più noti della linea critica del Dipartimento di Stato nei confronti delle democrazie liberali europee. Rogers ha partecipato in passato a iniziative del Prosperity Institute, think tank britannico che promuove posizioni economicamente liberiste e socialmente conservatrici.

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All’inizio di quest’anno Rogers aveva inoltre annunciato uno stanziamento di 500.000 dollari per promuovere la «libertà digitale» durante una visita ufficiale in Irlanda.

Il Guardian ha chiesto al Prosperity Institute se intenda candidarsi ai finanziamenti previsti dal programma del Dipartimento di Stato, denominato “Developing Civilizational Bonds, Democratic Resilience, and Rule of Law in Europe”.

Le sovvenzioni saranno gestite dal Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor, un ufficio del Dipartimento di Stato istituito durante la presidenza di Jimmy Carter come strumento della politica estera americana nella Guerra Fredda, con l’obiettivo di contrastare sia i regimi autoritari sovietici sia quelli autoritari di destra. Secondo diversi osservatori, sotto l’amministrazione Trump questo organismo sarebbe stato riorientato verso nuove priorità politiche.

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Tra le organizzazioni europee che potrebbero beneficiare dei finanziamenti vengono citate anche la britannica Free Speech Union, nota per le sue campagne su temi cari al conservatorismo, e altre associazioni che hanno visto ridursi i propri sostegni economici dopo la perdita di influenza politica di Viktor Orbán in Ungheria.

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