A Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e a tutti gli altri leader dell’alleanza di centrosinistra, noi di Globalist, ci permettiamo di dar loro un consiglio spassionato: prendete esempio dal sindaco di New York, Zohran Mamdani.
Ai portavoce, curatori della comunicazione, tiktoker di coloro di cui sopra, consigliamo caldamente di studiare il video con cui Mamdani ha rilanciato la sua posizione sul gangster ti Tel Aviv.
Non devono inventarsi niente, la traduzione c’è già.
Globalist ne ha dato puntuale notizia, ma insistere fa bene, quando la causa lo merita.
«Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra. È l’artefice di un terribile genocidio contro il popolo palestinese. È responsabile dell’uccisione di oltre 73.000 persone, delle mutilazioni di decine di migliaia di bambini. Di bambini che, se sopravvivono, subiscono amputazioni senza anestesia. È responsabile degli attacchi contro ospedali neonatali e reparti maternità, negando ai neonati perfino la possibilità di vivere. È responsabile dell’aver affamato innumerevoli persone impedendo che cibo e aiuti umanitari raggiungessero la popolazione. È responsabile dell’uccisione a colpi d’arma da fuoco di centinaia di operatori umanitari e giornalisti. E proprio il mese scorso le Nazioni Unite hanno confermato che i bambini palestinesi continuano a essere deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze armate israeliane. Più di otto mesi dopo il cosiddetto cessate il fuoco, l’elenco continua ad allungarsi, mentre noi americani continuiamo a pagare le bombe che provocano queste uccisioni.
C’è una ragione per cui la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Come esseri umani abbiamo trascorso generazioni a costruire una consapevolezza comune: esistono crimini così gravi da offendere l’intera umanità. Chiunque abbia occhi, cuore e coscienza dovrebbe riconoscere la devastazione che ha provocato e comprendere che il suo posto è davanti a un tribunale.
Come ho già detto, condivido la posizione della Corte penale internazionale: Benjamin Netanyahu dovrebbe essere arrestato e processato per i suoi crimini, così come chiunque altro venga incriminato dalla Corte.
La mia amministrazione ha esaminato ogni possibile strada prevista dalla legge per stabilire se la città di New York possa eseguire il mandato di arresto della Corte penale internazionale. Se Benjamin Netanyahu venisse qui, è chiaro che non disponiamo dell’autorità legale autonoma per dare esecuzione a quel mandato. Il governo federale, invece, ce l’ha, e per questo lo invito ad aderire alla Corte penale internazionale e a eseguire quel mandato di arresto.
Voglio essere altrettanto chiaro: Benjamin Netanyahu non è il benvenuto a New York. E lo stesso vale per qualsiasi altro criminale di guerra ancora in libertà”.
Parole e virgole, toni e contenuti che vanno copiati e incollati. Se si è bravi, imparati a memoria.
Ecco. Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli etc., la prossima volta che siete in televisione, prendetevi il tempo per scandire le parole di Mamdani. Credete: è tempo ben speso.
Post-scriptum. I Parenzo in servizio effettivo permanente inorridiranno, grideranno all’antisionista e antisemita che albergano in voi, ma fate come farebbe Mamdani: fregatevene.