Usa-Iran, torna la guerra: lo Stretto di Hormuz è di nuovo sull'orlo dell'escalation

I raid americani contro obiettivi iraniani hanno provocato la risposta di Teheran, mentre lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico mondiale di petrolio, torna a essere uno dei punti più pericolosi della crisi.

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Batterie anti-missile in Teheran
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31 Agosto 2026 - 11.08


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Dopo un mese di relativa calma, lo scontro tra Stati Uniti e Iran torna a infiammarsi. I raid americani contro obiettivi iraniani hanno provocato la risposta di Teheran, mentre lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico mondiale di petrolio, torna a essere uno dei punti più pericolosi della crisi.

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Una superpetroliera ha preso fuoco e si è completamente fermata dopo aver urtato due mine navali nelle acque meridionali dello stretto. A riferirlo è stata lunedì la televisione di Stato iraniana, citando un comunicato del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

Secondo l’IRGC, la nave stava cercando di attraversare lo stretto “illegalmente”. Teheran non ha fornito il nome della petroliera né informazioni sull’equipaggio, ma ha lanciato un avvertimento preciso: altre imbarcazioni che violeranno le regole iraniane di sicurezza saranno trattate allo stesso modo. Per attraversare lo stretto, ha affermato la Guardia rivoluzionaria, sarà obbligatorio rispettare le disposizioni imposte dall’Iran.

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La tensione era già salita domenica, quando gli Stati Uniti hanno colpito con attacchi aerei alcuni lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Secondo un funzionario americano, l’IRGC si stava preparando a utilizzare razzi e mine navali contro il traffico marittimo nel passaggio.

La risposta iraniana non si è fatta attendere. Lunedì l’IRGC ha annunciato di aver lanciato missili balistici contro due basi militari statunitensi in Giordania, provocando, secondo i media iraniani, “gravi danni”. L’esercito giordano ha invece comunicato di aver intercettato otto missili, senza indicarne la provenienza.

Teheran ha poi dichiarato di aver colpito personale militare americano presso una base aerea negli Emirati Arabi Uniti.

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E mentre il confronto si allarga al Golfo, è arrivata anche la minaccia di Donald Trump. Il presidente americano ha scritto sui social media che l’isola iraniana di Kharg, uno dei principali centri energetici del Paese, “veniva fatta a pezzi”.

Il rischio è che lo scontro torni così a coinvolgere direttamente le infrastrutture energetiche e soprattutto lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa una parte essenziale del petrolio mondiale. Una nuova escalation in quell’area avrebbe conseguenze ben oltre il confronto militare tra Washington e Teheran.

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