Neil Kinnock, ex leader del Partito laburista rivela: "Burnham vuole riportare Londra nella Ue"

Kinnock si è detto convinto che Burnham voglia davvero riportare il Regno Unito nell’Unione europea e che riuscirà a farlo.

Neil Kinnock, ex leader del Partito laburista rivela: "Burnham vuole riportare Londra nella Ue"
Kinnock e Burnham
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13 Ottobre 2026 - 12.07


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Nel corso della sua lunga audizione davanti ai deputati, Andy Burnham è stato evasivo quando gli è stato chiesto se la rinegoziazione dei rapporti tra il Regno Unito e l’Unione europea da lui proposta debba portare, dopo le prossime elezioni, a un governo laburista deciso a riportare il Paese nell’Ue. Rispondendo a un deputato conservatore che gli poneva proprio questa domanda, Burnham ha detto che stava “correndo troppo”.

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Ma c’è chi, conoscendolo bene, non ha alcuna esitazione.

Neil Kinnock, ex leader del Partito laburista e uno dei tre esponenti politici che Burnham ha indicato come propri mentori, ha rilasciato un’intervista al quotidiano italiano la Repubblica. Kinnock si è detto convinto che Burnham voglia davvero riportare il Regno Unito nell’Unione europea e che riuscirà a farlo.

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“Andy dichiara apertamente di voler cambiare i rapporti con l’Europa, ed è evidente che il suo obiettivo è rientrare nell’Unione”, ha affermato.

Alla domanda se ritenga che sarà proprio Burnham a riportare il Regno Unito nell’Ue, Kinnock ha risposto:

“Sì, certo, certo, certo. Il suo impegno è autentico. Capisce davvero, partendo dalle esigenze delle persone comuni, perché ripristinare quella che considero la normalità nel nostro continente sia fondamentale per ogni partito: sul piano economico, politico, culturale e della sicurezza. Ed è capace di spiegarlo con un linguaggio comprensibile a tutti. Quindi sì, ne sono assolutamente convinto”.

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Interrogato sul fatto che, durante la campagna elettorale per le suppletive di Makerfield, Burnham avesse minimizzato la propria intenzione di riaprire il dibattito sull’esito del referendum sulla Brexit, Kinnock ha sostenuto che si trattava soltanto di scegliere il momento opportuno per affrontare la questione.

“Andy non ha cambiato orientamento. È sempre stato un convinto europeista. Durante le suppletive ha fatto bene a non insistere sull’argomento. È una discussione che verrà domani, perché quelle elezioni non riguardavano l’Europa. Si trattava di vincere a Makerfield per metterlo nelle condizioni di diventare leader del partito. Tutto qui”.

Nell’intervista, il giornalista Antonello Guerrera ha chiesto a Kinnock come giudicasse la prospettiva che un suo successore porti il Labour a sinistra, dopo che lui stesso, alla guida di un partito di sinistra, ne aveva orientato la linea verso posizioni più moderate.

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Kinnock ha difeso l’impostazione di Burnham:

“È una questione di buon senso. Non si tratta di destra o di sinistra. L’idea di Andy sul ruolo dello Stato richiama ciò che fece Winston Churchill negli anni Cinquanta, e non ricordo che Churchill fosse considerato un uomo di sinistra. Andy è un socialista, ma un socialista pragmatico. È molto razionale, ha le idee chiare e, negli ultimi dieci o dodici anni, ha compiuto notevoli progressi nella comprensione dell’importanza fondamentale dell’utilità e dell’efficacia dell’azione politica.

È questo che, in sostanza, ci accomuna. Naturalmente lui è di sinistra, come lo sono io. Siamo socialisti, ma ci guida la convinzione che le idee debbano tradursi in risultati concreti”.

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Più tardi è previsto un incontro con i giornalisti parlamentari, durante il quale Downing Street potrebbe chiarire che la posizione attribuita da Kinnock a Burnham sul ritorno nell’Ue non coincide esattamente con quella del governo.

Kinnock, già vicepresidente della Commissione europea e convinto europeista, potrebbe lasciarsi guidare anche dai propri auspici. È tuttavia un amico stretto di Burnham e un osservatore esperto delle dinamiche interne al Labour. Spetterà ai lettori valutare quanto le sue previsioni siano fondate.

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