Cento anni dalla nascita di Riz Ortolani, partono le celebrazioni

Ispirato dal jazz americano, la sua musica travalica i confini delle colonne sonore. A lui il regista Marco Dentici ha dedicato il film “Ci vediamo da Riz – Armonie e Dissonanze”

Cento anni dalla nascita di Riz Ortolani, partono le celebrazioni
Riz Ortolani
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24 Marzo 2026 - 11.55


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di Giordano Casiraghi

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Il 25 marzo la città di Pesaro celebrerà i 100 anni dalla nascita del suo celebre concittadino Riz Ortolani , uno dei nostri  più apprezzati e fantasiosi   compositori di jazz, arrangiatore e autore di colonne sonore, con concerti, incontri, iniziative artistiche e culturali, proiezione di filmati. 

La figura di Riz Ortolani si  distacca da quelle di tanti altri grandi compositori di musica per il cinema perché, pur essendo partito da formazione classica, sin da giovanissimo Riz è stato affascinato e stimolato dal mondo avventuroso e creativo del jazz pionieristico e militante proveniente dagli USA di quegli anni. Un mondo che deve averlo talmente attratto da suggerirgli di tentare  l’avventura americana pur vivendo  proprio negli anni Sessanta una folgorante carriera da direttore d’orchestra nella RAI e nei grandi templi della lirica e della sinfonica. Attrazione fatale certamente per Gershwin, che aveva avuto un percorso simile al suo, e via via sino ad Armstrong, gigante di quel genere. Parallelismi tra questi due grandi compositori: come era stato certamente per Gershwin, anche lui di formazione classica e poi affascinato  da personaggi come  Fats Waller col suo mondo jazzistico.  Compositori che  certamente avevano ispirato Ortolani che  lui ha amato molto e che lo hanno poi portato a trasferirsi, dopo la nomination agli Oscar  proprio in quella Los Angeles dove  qualche decennio prima George Gershwin, prima di andarsene troppo in fretta, a soli 38 anni, aveva composto i suoi capolavori come Rapsody in Blue  e come Porgy and Bess. che avvicinarono  certamente sia il grande compositore americano che lo stesso Ortolani verso il mondo di  Louis Armstrong ed Ella  Fitzgerald. Armonie e dissonanze che Riz Ortolani ha saputo tradurre ed adattare al cinema. Per celebrarlo sono in preparazione documentario per la RAI, testimonianze ed eventi celebrativi a Pesaro e a New York, dove è in progetto un evento al Columbus Dei. Nel film “Ci vediamo da Riz – Armonie e Dissonanze” di Marco Dentici ricordano il grande compositore: Renzo Arbore, Tony Esposito, Stefano Bollani, Donella Del Monaco, Placido Domingo, Andrea Bocelli, Katyna Ranieri, Pupi Avati, Filippo Sugar, Franco Bixio ed altri.

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Così, il mondo del jazz, delle colonne sonore e di tutta la grande musica italiana per il cinema si appresta a celebrare, il 25 marzo, il centenario della nascita di Riz Ortolani, uno dei più grandi compositori internazionali di colonne sonore, già innovativo direttore dell’Orchestra Ritmo-sinfonica della Rai alla fine degli anni ‘50 e poi sul podio delle più grandi orchestre nei maggiori teatri del mondo. Negli USA Riz Ortolani, che ha vissuto e lavorato con la musica per molti anni a Hollywood, è certamente noto almeno come Ennio Morricone, se non addirittura di più in certi ambienti più musicali che cinematografici, perché tanti suoi brani, sin dagli anni Sessanta sono stati interpretati dalle più celebri  star internazionali del Jazz, del Rock e del Blues.

Jazzista apprezzato in tutto il mondo, Ortolani è l’autore di brani che hanno segnato generazioni,  il suo  maggiore successo internazionale Riz Ortolani lo deve certamente  al suo brano  più celebre, More, canzone  composta per il film ”Mondo Cane”. Il brano ha ottenuto un successo internazionale straordinario, vincendo un Grammy Award nel 1964 e ricevendo nello stesso anno una nomination all’Oscar come migliore canzone originale. More fu straordinariamente interpretata nella notte degli Oscar da sua moglie, la grande Katyna Ranieri, artista apprezzata oltre che in Italia negli USA, dove veniva collocata  accanto a protagoniste femminili come Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Liza Minnelli. In seguito More fu interpretato da grandi artisti come Frank Sinatra, che di Ortolani canterà anche Blue Racer e che incise la sua celebre versione di More, con l’orchestra di Count Basie, arrangiata da Quincy Jones  proprio nel 1964, subito dopo la nomination all’Oscar. Uno dei primi grandi interpreti a registrare il brano poi fu  il grande Nat King Cole e tra le voci più iconiche ricordiamo certamente  Andy Williams e Bobby Darin: mentre una delle versioni vocali più note nel mondo resta quella di  Doris Day che reinterpretò il brano in chiave pop vendendo milioni di copie di dischi. Anche  Kai Winding & Orchestra ottenne un enorme successo negli USA con una versione strumentale basata sul suono dell’ondioline. Ed è giusto qui ricordare anche una splendida versione dei The Supremes che, qualche anno dopo eseguirono con successo il brano durante il loro tour europeo del 1968. Il brano tra le tante esecuzioni nel mondo divenne una hit anche per autori di celebri cover strumentali di More come Herb Alpert & The Tijuana Brass, per Ferrante & Teicher, e  per  Mantovani. Ma tante altre ancora sono le musiche dei suoi film diventati successi discografici come la colonna sonoira  del film Il Sorpasso con Vittorio  Gassman e  Jean Louis Trintignant, una vera suite jazzistica emozionante e travolgente che sottolinea la folle e tragica corsa in auto di un Gassman scatenato e senza freni. Suo anche un altro strepitoso successo,  Dolce sentire (dal film Fratello sole sorella Luna), interpretati dai cori dei Teatri più importanti del mondo ma anche da Claudio Baglioni, cantanti lirici e jazzisti.

La sua città natale, Pesaro, si prepara a ricordarlo con concerti, manifestazioni, incontri dove il giornalista, e operatore a tutto campo, Renato Marengo sarà tra i relatori, avendo realizzato interviste a tutti i protagonisti che hanno contribuito a ricordare la figura di Riz Ortolani.

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