Dune al Teatro India: la fantascienza interroga il nostro presente
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Dune al Teatro India: la fantascienza interroga il nostro presente

Dal 31 agosto al 6 settembre torna IF/INVASIONI (dal) FUTURO. La tredicesima edizione inaugura un progetto di cinque anni dedicato ai sei romanzi di Frank Herbert: teatro, musica, arti visive e filosofia per interrogare crisi ambientale, scarsità delle risorse, potere e fanatismo

Teatro India 31 agosto - 6 settembre 2026 LACASADARGILLA IF/INVASIONI (dal) FUTURO_LEGACY*2026
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

24 Agosto 2026 - 14.59


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Non è difficile capire perché Dune continui a tornare. Più difficile è stabilire quanto del futuro immaginato da Frank Herbert appartenga ormai al nostro presente. Un pianeta desertificato, l’acqua trasformata in risorsa politica, una materia prima da cui dipendono gli equilibri del potere, strategie geopolitiche, manipolazione religiosa, leader costruiti come messia. Arrakis è lontanissimo dalla Terra e, insieme, pericolosamente vicino.

È da questa prossimità che parte IF/INVASIONI (dal) FUTURO_LEGACY 2026, tredicesima edizione del progetto che lacasadargilla dedica alla fantascienza e alle sue scritture, in programma al Teatro India di Roma dal 31 agosto al 6 settembre.

Quella del 2026, però, non sarà semplicemente un’edizione dedicata a Dune. È l’inizio di qualcosa di più ambizioso: un percorso di cinque anni che punta a portare sulla scena l’intero ciclo dei sei romanzi di Herbert. Un’architettura narrativa estesa nel tempo che comincia dai primi due libri, Dune e Messia di Dune, trasformati in teatro musicale e multimediale.

La scelta della saga diventa così anche una scelta sul tempo. Contro la velocità della fruizione contemporanea, IF propone quello che definisce un «allenamento all’attesa e all’attenzione»: seguire per anni una storia, lasciarne sedimentare temi e personaggi, costruire un immaginario comune invece di consumarlo. Al centro restano questioni che Herbert aveva inscritto nel suo universo già negli anni Sessanta: la limitazione delle risorse, il controllo, la concentrazione del potere, la prescienza e soprattutto quella spezia che, su Arrakis, vale quanto una materia prima strategica capace di decidere il destino di interi mondi.

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Il collegamento con il presente è esplicito. La crisi climatica, ambientale e geopolitica attraversa l’intero progetto come una minaccia che non chiede soltanto risposte politiche, ma anche la capacità di immaginare diversamente il futuro.

Dal 3 al 5 settembre il nucleo del festival sarà costituito da Dune Parte IDune Parte II e Messia di Dune, in prima nazionale, con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni e l’adattamento di Roberto Scarpetti. Non una trasposizione tradizionale, ma un dispositivo immersivo nel quale narrazione dal vivo, immagini digitali, musica, materia e paesaggio visivo costruiscono progressivamente Arrakis. Sulla scena una foresta in lattice, luci roventi e glaciali, proiezioni e una partitura che intreccia canti di matrice elisabettiana, elettronica e suoni prodotti dal vivo.

Il primo capitolo segue la caduta della Casa Atreides e l’emergere di Paul in un sistema dominato dalla lotta per la spezia; il secondo entra nel rapporto con i Fremen, nell’ecologia del deserto e nella costruzione del mito messianico. Messia di Dune, ambientato dodici anni dopo, sposta invece lo sguardo sulle conseguenze: Paul è diventato imperatore e il jihad combattuto nel suo nome ha insanguinato l’universo. Non più l’ascesa dell’eroe, dunque, ma la sua decomposizione sotto il peso della leggenda che egli stesso ha contribuito a generare.

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Ed è probabilmente qui che Herbert diventa più contemporaneo: quando smette di raccontare la conquista del potere e comincia a interrogare il desiderio collettivo di affidarsi a chi promette di conoscere il futuro.

Attorno alla trilogia scenica, il Teatro India diventa un ecosistema. The Golden Path, installazione visiva e sonora di Alessandro Ferroni e Maddalena Parise, trasformerà per cinque anni la parete industriale del teatro seguendo l’evoluzione della saga. Con Mi capita di pensarti, Martina Biolo porta invece nel foyer e sulla scena calchi in lattice, elementi naturali e resti di una foresta in via d’estinzione: tracce di un presente che dialogano con il deserto di Arrakis e con ciò che potrebbe diventare il nostro pianeta.

Il 3 settembre Dario Gentili e Felice Cimatti affronteranno direttamente il nodo delle risorse nella conferenza Effetto Coriolis. Di spezie, di acqua e di altre risorse in esaurimento. Prima ancora, il 2 settembre, Captcha chiamerà il pubblico a una piccola variazione contemporanea sul test di Turing: trenta domande rivolte a due interpreti, uno dei quali restituisce risposte umane e l’altro risposte prodotte dall’intelligenza artificiale. Sapremo ancora distinguerle?

Ma IF continua anche fuori dalla scena frontale: radio quotidiana, laboratori, aperture dei processi di lavoro, una biblioteca dedicata alla speculative fiction. Tra i workshop ci sono Orbital di Marco D’Agostin, ispirato al romanzo di Samantha Harvey, Costellazioni eretiche di Federica Rosellini, e Child of Three. Desert Suite di Rodolfo Rossi/Ars Ludi, dedicato ai bambini e agli ecosistemi attraverso la musica e materiali naturali.

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La chiusura, il 6 settembre, affida ancora alla letteratura il compito di spostare il punto di vista. Federica Rosellini porta in scena Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk, melologo per voce e musica elettronica tratto dal romanzo della scrittrice premio Nobel: una storia di animali, uomini, violenza e disobbedienza che rimette in discussione la gerarchia con cui siamo abituati a pensare il vivente.

La fantascienza, del resto, non ha mai avuto davvero il compito di prevedere il futuro. Serve piuttosto a deformare il presente quanto basta per renderlo nuovamente visibile. E forse la scommessa più interessante di IF_LEGACY*2026 sta proprio qui: entrare nel deserto di Arrakis non per fuggire dalla Terra, ma per riuscire a guardarla meglio.

Dove: Teatro India, Lungotevere Vittorio Gassman 1, Roma.
Biglietti: 7 euro per i singoli spettacoli; card 3 ingressi per il ciclo Dune 15 euro; card 4 ingressi 20 euro. Diverse attività sono a ingresso gratuito, con o senza prenotazione a seconda dell’evento.

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