di Marianna Scibetta
Dal 29 agosto al 13 settembre 2026 presso la Chiesa di San Vincenzo, piazzetta san Vincenzo a Tivoli- (Roma) , prezioso scrigno dell’arte e dell’architettura tiburtina ,è in atto la mostra d’arte intitolata “ Gli Archetipi” del maestro Placido Scandurra. La curatrice della Mostra è la professoressa Lucrezia Rubini, storico e critico d’arte, estetologo warburghiano, già docente di Storia dell’arte e Beni Culturali e attualmente presso la LUIG (Libera Università Igino Giordani di Tivoli)
Il maestro Placido Scandurra (Santa Maria di Licodia, Catania 1947) è un pittore, incisore e restauratore legato alla cosiddetta Scuola Romana. Nei primi anni delle sue produzioni figurative e incisorie si dedica con grande attenzione al mondo naturalistico, legando l’interesse ecologico e antropologico al pensiero filosofico di Carl Gustav Jung, alla Metafisica , esplorando la vita contadina , le Pastorali e analizzando dal di dentro il mondo esperienzale della società mediterranea contemporanea di cui studiava i simboli e le dinamiche collettive per il recupero e la conservazione delle radici culturali comuni per rinforzare una identità antropologica individuale e collettiva.
Il maestro Scandurra ha esposto le sue opere sia in Italia sia in Europa con alti consensi di critica .
L’attività produttiva del maestro inizia a Roma negli anni Settanta del Novecento attraverso una ricerca basata sui fenomeni esoterici, alchemici e magici e i simbolismi derivati da tali contesti, addentrandosi poi sulle pratiche dello Yoga e sulle tracce psicoanalitiche , con particolare sensibilità verso gli studi di Carl G. Jung.
Quella del maestro Placido Scandurra diviene una visione metafisica che “incide” una dimensione tra il possibile e l’impossibile, una visione della materia prima ancora che si faccia tale, l’idea della forma che si configura nella mente , ma anche nella filogenetica e nell’ontogenetica, forme embrionali, “archetipi” di esseri e strutture che via via si fanno visioni più determinate e deterministiche e che riflettono l’origine delle cose e dell’essere.
Queste figure di engrammi di memorie ancestrali si configurano come Totem, Guardiani della soglia o Cavalieri inesistenti che posti sull’uscio della conoscenza e dell’esperienza umana sono assise come pietre miliari, punti di osservazione, segnando non i traguardi , ma memorie ancestrali alle quali fare riferimento per non perdere l’orientamento di un divenire sapiente e saggio dell’ Io individuale e collettivo.
La ricerca di Placido Scandurra è una ricerca viva e mutevole nei dogmi dell’esistenza e della ragione umana ,che mai come in questi tempi in cui l’assurdo e l’irrazionale regnano in modo preponderante , conduce a un’analisi dell’esperienza umana che si intreccia indissolubilmente all’idea inconscia di futuro con la consapevolezza del passato e del guardarsi indietro per non perdere il filo con il proprio io e la propria appartenenza culturale che non è mai legata al solo individualismo.
La professoressa Lucrezia Rubini, che ha curato l’ inaugurazione della mostra nella giornata del 29 agosto, ha condotto un’intervista (Gli Archetipi e la memoria nascosta delle forme. Tra arte, natura e inconscio. Placido Scandurra ne parla ad About Art – ABOUT ART ON LINE ) che analizza criticamente il percorso di vita e di arte del maestro Placido Scandurra, evidenziando pur nella sua spiccata originalità concettuale e stilistica dei richiami all’arte del Novecento al Cubismo, all’astrattismo metafisico di De Chirico e ad altri artisti.
Questi richiami stilistici e culturali che sono per così dire “naturali”, in quanto , come precisa il maestro stesso, l’arte nasce dall’arte: mai completamente ex novo, si possono intuire anche nell’osservatore meno esperto che si pone davanti alle opere a dialogare attraverso un linguaggio universale costituito appunto di simboli ed archetipi in una “corrispondenza” animistica primordiale, la quale rende perfettamente il messaggio della sua arte che sottende e propende per una salvaguardia dell’ecologia, della Natura e della Pace mondiale verso cui muovono i “ Guardiani della soglia ” … la soglia tra passato, presente e futuro, tra umano e disumano .
