Teatro Brancaccio: da Raphaëlle Boitel a Raffaella Carrà, Gaber e Mrs Doubtfire
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Teatro Brancaccio: da Raphaëlle Boitel a Raffaella Carrà, Gaber e Mrs Doubtfire

La stagione 2026-2027 attraversa circo contemporaneo, prosa, musica, musical e comicità. Si parte il 26 settembre con KA-IN del Groupe Acrobatique de Tanger, presentato con Romaeuropa Festival. Tra gli appuntamenti Giovanni Scifoni, Neri Marcorè, Arturo Brachetti, Il Principe d’Egitto, Raffaella il musical, Frida Opera Musical e Francesco Cicchella in Mrs Doubtfire

Teatro Brancaccio - stagione 2026 - 2027
Teatro Brancaccio - stagione 2026 - 2027
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Alessia de Antoniis Modifica articolo

20 Settembre 2026 - 20.31


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Il teatro popolare non è necessariamente il teatro che semplifica. Può essere, al contrario, quello che moltiplica i linguaggi e prova a tenere nello stesso spazio pubblici diversi. La stagione 2026-2027 del Teatro Brancaccio sembra partire precisamente da qui: circo contemporaneo e danza, musical di grande formato, concerti, prosa, comicità, one man show e spettacoli capaci di muoversi tra musica e racconto.

L’apertura, il 26 e 27 settembre, apre con Raphaëlle Boitel con il Groupe Acrobatique de Tanger e KA-IN, spettacolo per tredici artisti, acrobati e danzatori, con regia e coreografia della stessa Boitel, presentato da Romaeuropa Festival in collaborazione con il Brancaccio. Non il titolo più prevedibile per inaugurare la stagione di uno dei grandi teatri popolari romani, ed è proprio questo a renderlo interessante: l’acrobazia incontra la scrittura coreografica contemporanea e apre un cartellone che subito dopo cambia registro.

Il 4 ottobre Giovanni Scifoni torna infatti a confrontarsi con Francesco d’Assisi in Fra’. San Francesco, la superstar del medioevo, scritto dallo stesso Scifoni e diretto da Francesco Brandi, mentre nei giorni successivi il palcoscenico si apre alla musica con Francesco Renga, Mr.Rain e Benji & Fede. 

È però il musical a costituire una delle dorsali più evidenti del programma. Dal 22 al 25 ottobre Giulia Ottonello è protagonista di Amélie il musical, tratto dal film di Jean-Pierre Jeunet, con regia e coreografie di Eugenio Contenti. Dal 29 ottobre arriva invece Il Principe d’Egitto, nella versione teatrale con musiche e parole di Stephen Schwartz, regia e scenografie di Federico Bellone: una produzione di grandi dimensioni che porta al Brancaccio il titolo nato dall’universo DreamWorks e già approdato nel West End. 

La stagione continua a mescolare pubblici e grammatiche. A novembre ci sono le colonne sonore di Hans Zimmer eseguite dall’Ensemble Symphony Orchestra, Steve Hackett con The Best of Genesis & Solo Gems e Marco Goldin con Monet. Una vita a colori, accompagnato dalle musiche originali di Remo Anzovino. A dicembre torna anche la danza con Lo Schiaccianoci, prodotto da Brancaccio LAB, per un ensemble di ventitré danzatori e ospiti internazionali, con coreografie di Alessia Gatta in collaborazione con Manuel Paruccini. 

E poi uno dei titoli che appartengono ormai alla memoria collettiva del teatro musicale italiano: dal 10 dicembre Aggiungi un posto a tavola, la commedia musicale di Garinei e Giovannini scritta con Jaja Fiastri, con Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini special guest, sulle musiche di Armando Trovajoli. La ripresa teatrale è affidata a Marco Simeoli, con la supervisione artistica di Alessandro Longobardi. 

Durante le feste cambia ancora il tono. Paolo Ruffini porta al Brancaccio Il Babysitter e Il Badante, mentre dal 26 dicembre Claudio “Greg” Gregori entra nel mondo di Agatha Christie con Assassinio sull’Orient Express, adattamento di Ken Ludwig, traduzione di Edoardo Erba e regia di Roberto Valerio. 

Il 2027 si apre con Arturo Brachetti e il suo Solo, seguito da uno degli appuntamenti più interessanti sul versante del teatro musicale: dal 20 al 24 gennaio Neri Marcorè è protagonista di Gaber – Mi fa male il mondo, da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, con drammaturgia e regia di Giorgio Gallione. Seguono Marco Travaglio con Cornuti e contenti, Jacopo Sarno e Chiara Canzian con All You Need Is Love e Filippo Bisciglia con Prima della prima

A febbraio arriva poi una delle produzioni chiamate inevitabilmente a misurarsi con un’icona: Raffaella il musical, progetto artistico di Valeria Arzenton, scritto e diretto da Luciano Cannito. Non un semplice jukebox musical, almeno nelle intenzioni che il cartellone lascia intravedere, ma il tentativo di riportare sulla scena un immaginario che attraversa televisione, musica, costume e memoria nazionale.

Dal 17 al 21 marzo è invece la volta di Frida Opera Musical, scritto da Andrea Ortis e Gianmario Pagano, con musiche e liriche di Vincenzo Incenzo e la regia dello stesso Ortis. Marzo prosegue tra comicità e divulgazione con Paolo Ruffini, Vincenzo Schettini e Ubaldo Pantani, prima di arrivare, dal 31 marzo al 18 aprile, a Francesco Cicchella in Mrs Doubtfire, musical tratto dal celebre film e dal romanzo di Anne Fine, con regia di Matteo Gastaldo. 

A chiudere il calendario, tra aprile e maggio, Tiziano La Bella, Giorgio Montanini e Katia Follesa con No vabbè mi adoro

Più che cercare un’identità unica, il Brancaccio sembra dunque scegliere di mettere in scena la pluralità stessa del pubblico: lo spettatore del musical accanto a quello della danza, chi arriva per Gaber e chi per Raffaella Carrà, chi per Agatha Christie e chi per il circo contemporaneo. Una programmazione volutamente trasversale, nella quale la parola “popolare” torna forse al suo significato meno riduttivo: non un genere, ma la possibilità che pubblici differenti continuino a riconoscere il teatro come un luogo in cui entrare.

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