Mps, Lovaglio precisa le cifre: il valore della doppia offerta su Bpm e Generali è di 34 miliardi di euro
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Mps, Lovaglio precisa le cifre: il valore della doppia offerta su Bpm e Generali è di 34 miliardi di euro

Di prima mattina, l'Ad del Monte dei Paschi di Siena ha precisato i termini economici dell'operazione varata ieri dalla maggioranza del Consiglio di amministrazione della Banca. Il piano prevede la costruzione di un’alternativa all’Opas di Intesa Sanpaolo. Secondo Milano Finanza, sul tavolo anche circa il 4% di Generali per sostenere l’operazione

Mps, Lovaglio precisa le cifre: il valore della doppia offerta su Bpm e Generali è di 34 miliardi di euro
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Francesca Anichini Modifica articolo

22 Agosto 2026 - 10.38 Oltreilponte


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Stamani di prima mattinata l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, dopo il consiglio amministrazione di ieri, ha offerto un panorama più completo dell’operazione messa in atto riferendo, in particolare, le cifre di questa impegnativa operazione.

La doppia offerta lanciata da Mps su Banco Bpm e Banca Generali vale complessivamente circa 34 miliardi di euro. Nel dettaglio, l’offerta su Banco Bpm ha un controvalore di circa 25,3 miliardi, mentre quella su Banca Generali raggiunge circa 8,7 miliardi, sulla base dei prezzi ufficiali del 19 agosto 2026. Entrambe le operazioni saranno regolate esclusivamente attraverso nuove azioni Mps: il concambio è fissato a 1,567 azioni Mps per ogni azione Banco Bpm, con un valore implicito di 16,729 euro per titolo, e a 6,958 azioni Mps per ogni azione Banca Generali, pari a 74,284 euro per titolo e con un premio del 10%. Contestualmente, Mps prevede una distribuzione straordinaria di 4 miliardi di euro ai propri azionisti preesistenti, composta da circa 1 miliardo in contanti e 3 miliardi in azioni Generali.

Sul piano patrimoniale e industriale, la doppia operazione punta a creare un gruppo con una capitalizzazione pro forma di circa 80 miliardi di euro, un totale attivo di 466 miliardi, impieghi alla clientela per 245 miliardi, raccolta diretta di 315 miliardi e asset finanziari complessivi superiori a 810 miliardi. Secondo le stime del management, le integrazioni genererebbero 2,6 miliardi di euro di sinergie pre-tax annue a regime, a fronte di circa 2,5 miliardi di costi una tantum. L’obiettivo è portare il ritorno sul patrimonio netto tangibile oltre il 19% nel 2029, rispetto al 13% del 2025, mentre la crescita attesa dell’utile per azione al 2028 è di circa l’11%. In caso di adesione totale alle due offerte e considerando anche la fusione con Mediobanca, gli attuali azionisti Mps avrebbero circa il 50,1% del nuovo gruppo, quelli di Banco Bpm il 37,2% e quelli di Banca Generali il 12,7%.

Come riporta AGI, in relazione a quanto comunicato da Lovaglio, il team legale di Intesa Sanpaolo sta conducendo approfondimenti per valutare l’opportunità di sottoporre alla Consob osservazioni e considerazioni a tutela dell’integrità del mercato e della corretta informazione di tutti gli azionisti.

Il consiglio di amministrazione di Banca Mps, che si era tenuto ieri (20 agosto), ha approvato il piano presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per rispondere all’Opas di Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi: il suo progetto prevede due distinte offerte di scambio, una su Banco Bpm e una su Banca Generali, con l’obiettivo di costruire un’alternativa industriale alla proposta del gruppo guidato da Carlo Messina.

La doppia operazione punta a rafforzare significativamente le dimensioni e il profilo industriale di Mps attraverso due acquisizioni strategiche. Banco Bpm consentirebbe al Monte di aumentare ulteriormente la propria presenza nel settore bancario italiano, mentre Banca Generali permetterebbe di consolidare il comparto del wealth management e della gestione del risparmio.

Secondo Il Sole 24 Ore, entrambe le operazioni sono state approvate a maggioranza con l’astensione di quattro consiglieri indipendenti, che si sono dichiarati non adeguatamente informati sul tema e soprattutto non in grado di esprimersi su tutta una serie di temi, dai rischi del processo di integrazione alle sinergie rappresentate.

Fonti vicine al dossier confermano la forte spaccatura all’interno del consiglio che già nei giorni scorsi aveva portato diversi consiglieri a lamentarsi apertamente di una gestione troppo personalistica del Ceo Lovaglio. La spaccatura è deflagrata con il cda di oggi in cui i consiglieri indipendenti non hanno visto riconoscere le loro motivazioni all’interno del comunicato approvato del board con voto contrario dei consiglieri astenuti.

Un elemento centrale della strategia riguarda la partecipazione detenuta da Mps in Generali, pari al 13,2%.

Secondo Milano Finanza, il Monte potrebbe utilizzare una parte di questa partecipazione, indicativamente un pacchetto intorno al 4%, come elemento dell’operazione. La quota avrebbe un valore di circa 3 miliardi di euro e potrebbe essere utilizzata per incentivare gli azionisti a sostenere la doppia operazione, che richiederà anche un aumento di capitale da sottoporre all’approvazione dell’assemblea straordinaria.

Sempre secondo Milano Finanza, l’assemblea chiamata a esprimersi sul progetto dovrebbe tenersi il 29 ottobre. Se il piano dovesse andare a buon fine, Mps conserverebbe una partecipazione di circa il 9% in Generali, rimanendo così azionista rilevante del gruppo assicurativo.

La struttura delle operazioni, secondo quanto ricostruito da Milano Finanza, prevederebbe uno scambio di azioni Mps sia per Banca Generali sia per Banco Bpm. Per Banca Generali potrebbe inoltre essere prevista una componente cash.

La decisione del board apre ora una fase decisiva. Mps dovrà ottenere il via libera degli azionisti alle operazioni e all’aumento di capitale necessario per realizzare il piano. L’assemblea straordinaria, secondo quanto riportato da Milano Finanza, è attesa per il 29 ottobre.

Nel frattempo, resta aperta la partita con Intesa Sanpaolo. Il piano di Lovaglio prova a cambiare i termini dello scontro: invece di limitarsi a contrastare l’Opas, Mps mette sul tavolo una propria strategia di consolidamento del settore bancario e finanziario italiano.

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