Quello che sta accadendo in Palestina ha dell’inimmaginabile: gran parte di Gaza rasa al suolo, i palestinesi scampati al genocidio accampati in condizioni disumane, in mezzo a fogne a cielo aperto e topi che mordono.
Poco cibo, poche medicine, servii sanitari quasi inesistenti e chi non è morto sotto le bombe sta morendo di stenti e malattie.
Senza considerare le bombe che il governo criminale di Netanyahu continua ‘allegramente’ a sganciare uccidendo civili a grappoli tanto c’è sempre l’alibi dei ‘terroristi di Hamas’.
In Cisgiordania poi la situazione è precipitata, il governo fascista di Tea Aviv ha deciso di annetterla in barba al diritto umanitario e nel frattempo si porta avanti con il lavoro autorizzando insediamenti illegali, trasformando i coloni nelle nuove milizie razziste che licenza di uccidere e di devastare così la pulizia etnica avrà un’accelerazione.
Il discorso si potrebbe allargare all’Africa e a tante regioni del mondo dove regna lòa sopraffazione e i beni comuni sono arraffati dalle multinazionali o dal colonial-imperialismo che non è più solo occidentale.
Ma l’informazione-deformata che fa? Dedica le prime pagine a Megan e Harry che tornano a vivere nel Regno Unito seguiti da un coro di commentatori che alimentano il gossip con notizie (notizie si fa per dire) delle quali nessuna ha alcuna utilità sociale o informativa.
Nel mondo devastato si muore e si alimentano le guerre ma noi abbiamo Megan e Harry come ieri avevamo altre principesse o Vip ammogliati o cornuti ai quale dare molto più spazio rispetto ai popoli oppressi.
In questa informazione-deformata il gossip batte il genocidio 4-0.
Lo sottolineo non per spocchia o cavalcando una ‘demagogia’ moralista da Savonarola mancato.
Lo sottolineo nella consapevolezza che il gossip non è innocuo, anzi è una delle forme attraverso il quale il potere dominante perpetua le ingiustizie e distrae la gente, ossia importanti settori dell’opinione pubblica, che inseguendo la vita patinata dei principi o dei vip si imbottisce di loto fino a restarne narcotizzate.
Non la penso così solo io. Ma siamo in tanti. Tuttavia le redini dell’editoria sono in mani poco sensibili all’umanità e i social con i loro algoritmi che favoriscono odio e stupidaggini fanno il resto.
Vox clamantis in deserto? In parte sì ma ci sono battaglie civiche e culturali che meritano di essere combattute senza fare calcoli. Fino a quando avremo voce.