Essere coloni: il Foglio non ha limiti e i terroristi diventano eroi

Lo confesso: mi ero ripromesso di non occuparmi più di quel foglio di propaganda pro-Isra. Ma non ce l’ho fatta. E il “colpevole” è il direttore di questa benemerita testata, Gianni Cipriani, al quale non sfugge proprio nulla. 

Essere coloni: il Foglio non ha limiti e i terroristi diventano eroi
Coloni israeliani
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

30 Agosto 2026 - 11.31


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Lo confesso: mi ero ripromesso di non occuparmi più di quel foglio di propaganda pro-Isra. Ma non ce l’ho fatta. E il “colpevole” è il direttore di questa benemerita testata, Gianni Cipriani, al quale non sfugge proprio nulla. 

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Ormale, il perfido Gianni mi posta qualcosa che va oltre ogni limite di decenza. Lì per lì, pensavo fosse la traduzione in italiano di un articolo di Israel Hayom (Israele Oggi), il più diffuso giornale di destra israeliano. Ma, essendo un giornale e non una fanzine militante, neanche quel giornale poteva aver ospitato una cosa del genere. E allora mi sono portato avanti con il lavoro. Rapida ricerca su Google (potete farla anche voi) per cercare un giornale, si fa per dire, israeliano più militante, a destra, di Israel Hayom. Questo foglio esiste. Si tratta di Arutz Sheva, l’organo mediatico del movimento dei coloni pogromisti che hanno trasformato un territorio palestinese occupato nel regno della violenza legalizzata, dell’apartheid più feroce, con il sostegno dell’”esercito più morale al mondo”. Ecco, mi sono detto, questa roba che mi ha segnalato Cipriani può venire da là. Perché, ingenuamente, non pensavo che in Italia vi fosse un giornale, per quanto ultrà d’Israele, che potesse arrivare a tanto. 

Mi sbagliavo. Quel giornale esiste e si vanta di essere autorevole, di pochi lettori ma buoni: quelli dell’establishment o dei malati del retroscenismo politico. Insomma, Il Foglio.

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Care lettrici e cari lettori, vi risparmio la lettura dell’intero pezzo che fa passare Itamar Ben-Gvir come un moderato per bene. Bastano titolo, sottotitolo, sommario. E firma. 

Titolo principale: ESSERE COLONI

Sottotitolo: Non li trovi in alta società, non porgono l’altra guancia e sono la spia di ciò che non vogliamo vedere. Cosa si nasconde dietro la prima linea di Israele

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Titoli dei paragrafi: Furono i laburisti a costruire le prime colonie e oggi nessuno all’opposizione di Netanyahu (tranne l’estrema sinistra) chiede di smantellarle

Gli ebrei ci hanno sempre vissuto tranne che dal 1948 al 1967: i giordani li cacciarono e nessuno invocò lo stato palestinese (l’Olp è del 1964)

Senza coloni ci sarebbe un corridoio da Teheran alla costa, dove vive la popolazione israeliana. Chi fermerà il terrorismo? Giordani e iracheni?

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Se Tel Aviv è solo una “entità”, ogni ritiro d’Israele non è un passo verso la convivenza, ma un precedente per il passo successivo verso la guerra.

Firmato: Giulio Meotti. 

I coloni come trincea avanzata degli eroici difensori dello Stato ebraico. I coloni che non porgono l’altra guancia. Senza coloni ci sarebbe un corridoio da Teheran alla costa…

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Una esaltazione a 360 gradi, imbarazzante, che fa diventare l’ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, pastore evangelico apertamente filoisraeliano, una sorta di stagionato pro-Pal, per aver definito i coloni che hanno assediato per giorni e giorni due famiglie palestinesi nel villaggio cisgiordano di Qusra, “terroristi”. “Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono disgustose. Non c’è alcuna scusa per un comportamento così violento e da teppisti”, ha scritto Huckabee su X. L’ambasciatore ha aggiunto che “le Idf e la polizia israeliana sono andati, su nostra richiesta, a rimuovere i terroristi israeliani che stanno facendo questo”.

E di terrorismo ebraico parlano e scrivono ex primi ministri israeliani, da Ehud Olmert a Ehud Barak, e gli stessi leader centristi israeliani. 

Ma l’ineffabile Meotti va avanti per la sua strada. Ha tutto il diritto di farlo. Ma…

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E sì, perché in questa storia c’è un MA grande come il genocidio di Gaza e l’apartheid in Cisgiordania. 

Mi rivolgo ai dirigenti del Partito democratico, o almeno a coloro che hanno sostenuto le ragioni della grandiosa mobilitazione popolare contro il genocidio di Gaza e chiesto sanzioni contro i suoi responsabili. Quei dirigenti, a cominciare dalla segretaria Elly Schlein, che hanno meritoriamente sostenuto la Global Sumud Flotilla e denunciato i crimini di guerra e contro l’umanità orditi dal peggiore governo nella storia di Israele.

In attesa di essere al governo, speranza che non vorremmo si rivelasse vana, e di riconoscere, come avete promesso, lo Stato palestinese e di operare, in Europa, per bloccare l’accordo commerciale, oltre che militare, con Israele. In attesa di ciò, è chiedervi troppo un piccolo gesto di coerenza solidale con le battaglie pacifiste e soprattutto con i palestinesi vittime dei coloni esaltati dal Foglio? Non rilasciate interviste agli esaltatori dei coloni pogromisti e ai negazionisti del genocidio. Sarebbe il minimo sindacale.

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