E il cardinale benedice Pisanu
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E il cardinale benedice Pisanu

Crescenzio Sepe fa suoi gli appelli al dialogo tra le civiltà per curare il mondo dopo l'11 settembre e per l'Italia chiede un governo di salvezza nazionale.

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12 Settembre 2011 - 16.16


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Il cardinale Crescenzio Sepe non ha la fama di cattolico progressista, non è considerato da certi ambienti cattolici il Martini del terzo millennio. Eppure lui, l’arcivescovo di Napoli, non esita a dire qui a Monaco che gli appelli al dialogo tra le civiltà che in questi giorni molti stanno rinnovando come medicina per curare il mondo del dopo 11 settembre valgono anche per l’Italia, dove la litigiosità e contrapposizione è stata elevata a sistema, mentre “in un momento di evidente difficoltà il paese avrebbe bisogno di unire le migliori energie” per fronteggiare e superare la crisi. Se qualcuno avesse dei dubbi ripensasse a quanto ha detto in questi giorni il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dunque un uomo intelligente e “centrista” come il cardinale Sepe ha capito e fa capire che è giunta l’ora di un governo di salvezza nazionale, proprio come ha detto l’onorevole Pisanu.

Il cardinale Crescenzio Sepe è anche consapevole anche che nella partita mediterannea la chiesa non può finire col ritrovarsi dalla parte sbagliata della barricata e così alza la voce sulla primavera araba, dicendo che gli indifendibili regimi arabi finiranno tutti nella polvere della storia proprio come i regimi comunisti dell’Est che fu. Un sistema basato sulla negazione delle libertà individuali e collettive, scandisce il cardinale, può apparire immortale, invincibile, ma quando il popolo lo sfida crolla come un gigante d’argille. E’ stato così nei paesi fascisti, nei paesi comunisti, sarà cosi nei paesi della primavera araba .

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