Giustizia per Lea. Sei ergastoli per chi l'ha sciolta nell'acido

I giudici hanno inflitto la maggiore pena, con isolamento diurno di due anni, a Vito e Carlo Cosco, quest'ultimo l'ex compagno della Garofalo, testimone di giustizia.

Giustizia per Lea. Sei ergastoli per chi l'ha sciolta nell'acido
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31 Marzo 2012 - 09.45


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I Giudici della i corte d’Assise di Milano hanno condannato all’ergastolo i 6 imputati del processo con al centro il sequestro e l’omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia sciolta nell’acido. I giudici hanno inflitto l’ergastolo, con isolamento diurno di due anni, a Vito e Carlo Cosco, quest’ultimo l’ex compagno della vittima. La pena dell’ergastolo, con l’isolamento diurno di un anno, è stata inflitta a Giuseppe Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabotino. Per la figlia di Lea Garofalo, Denise, che si è costituita parte civile contro il padre, Carlo Cosco, è stato disposto un risarcimento di 200.000 euro. Ergastolo, con un anno si isolamento diurno, anche per Carmine Venturino. Sono state accolte le richieste del pm Marcello Tatangelo che aveva chiesto l’ergastolo per tutti gli imputati definendoli “6 vigliacchi” che hanno ucciso una donna.

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Esprime soddisfazione per la condanna all’ergastolo di sei imputati, l’avvocato Roberto D’Ippolito, legale di parte civile per la mamma e la sorella di Lea Garofalo. “La Corte ha capito la gravità del delitto – è il suo commento ‘a caldo’; la tragedia della morte di Lea ha trovato giustizia. Questo era il primo caso di lupara bianca a Milano, ma Milano ha dimostrato di essere una grande città di civiltà e diritto. Per la mamma e la figlia di Lea Garofalo i giudici hanno stabilito una provvigionale di 50mila euro a testa che dovranno versargli gli imputati.

Un riconoscimento al coraggio di Denise, la figlia di Lea Garofalo, che si è costituita parte civile contro il padre, Carlo Cosco, condannato all’ergastolo per l’assassinio della madre, arriva dal fondatore di ‘Libera’, don Ciotti. “Dobbiamo inchinarci davanti a una ragazza coraggiosa – ha affermato don Ciotti, dopo la lettura del dispositivo – ha avuto il coraggio di spezzare i cerchi mafiosi e l’omertà, l’ha fatto per sua madre”. I giudici hanno anche condannato i sei imputati a versare al Comune di Milano, che si era costituito parte civile, la somma di 25mila euro. I risarcimenti a favore delle parti civili, la mamma e la sorella di Lea Garofalo, il Comune e Denise, saranno liquidati in sede civile.

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