Il Papa e la pace: primo tweet del 2015

Il Pontefice ha aperto il nuovo anno con un pensiero dedicato attraverso Twitter ai bambini e agli innocenti che soffrono nel mondo

Il Papa e la pace: primo tweet del 2015
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1 Gennaio 2015 - 11.59


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Papa Francesco apre il 2015 con un tweet per la Giornata mondiale della pace e rivolge il suo pensiero ai più deboli: “Quanta gente innocente e quanti bambini soffrono al mondo! Signore donaci la tua pace! “.

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La messa. «Tutti siamo chiamati a essere liberi, tutti a essere figli e, ciascuno secondo le proprie responsabilità, a lottare contro le moderne forme di schiavitù». Papa Francesco lo sottolinea al termine dell’omelia alla messa celebrata nella basilica di San Pietro in Vaticano per la solennità di Maria Madre di Dio, in coincidenza con la ‘Giornata mondiale della Pace’. «Da ogni popolo, cultura e religione – esorta – uniamo le nostre forze».



«Vorrei proporre a tutti – ha invitato il Papa concludendo l’omelia – di salutare tutti insieme Maria come ha fatto quel coraggioso popolo di Efeso che gridava ‘Santa madre di Diò; dice una storia, non so se vera, che alcuni avevano i bastoni in mano, per far capire ai vescovi cosa gli sarebbe accaduto se non avessero avuto il coraggio di proclamarlo: ‘Santa Madre di Dio’, e invito tutti voi, senza bastoni, ad alzarvi e per tre volte salutarla con questo saluto della Chiesa. ‘Santa madre di Diò».



Ragazze rapite. «Non ci sono parole, dopo aver visto quel video io non ho parole». Salvatore Marzullo, il papà di Vanessa, ha la voce rotta dall’emozione e dal dolore dopo aver visto il video che restituisce, dopo mesi di silenzio, il volto impaurito della figlia 21enne e di Greta Ramelli, 20 anni, le due volontarie rapite in Siria il 31 luglio scorso. «Certo che ho visto il video, ma per noi – dice all’Adnkronos – non cambia niente. Non ci sono parole, non voglio commentare quelle immagini». Le due cooperanti lombarde sono apparse in un video diffuso su Youtube prima di Natale, ma diventato pubblico solo oggi. «Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo», dice in inglese e tenendo gli occhi bassi, la prima delle ragazze. «Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise. Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite». A parlare è solo una di loro, mentre l’altra tiene in mano un cartello dove si legge la data di mercoledì 17 dicembre 2014. Le immagini le mostrano con indosso una tunica nera lunga che copre il corpo e i capelli, ma non il volto impaurito. Le due ragazze, andate in Siria nell’ambito di un’operazione umanitaria, sarebbero in mano ai qaedisti di Al Nusra. Il video sembrerebbe autentico. «La Farnesina – spiega il papà di Vanessa – sta lavorando, loro stanno continuando il loro lavoro», alla famiglia di Greta e Vanessa non resta, ancora una volta, che aspettare.



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