Il cammino del Papa, dal Laterano a Sarajevo

Ieri in piazza San Giovanni in Laterano, accolto da una moltidudine di persone, oggi in Bosnia per portare un messaggio di pace

Il cammino del Papa, dal Laterano a Sarajevo
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6 Giugno 2015 - 10.32


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di Nuccio Fava

Il corpus domini è una festa grande ed importante per tutta la cristianità, fa memoria della istituzione della eucarestia, o ancor meglio del dono del corpo e del sangue del Salvatore a tutti gli uomini, condizione di partecipazione a quel mistero della salvezza conquistata per tutti col martirio della croce. E al martirio di tanti cristiani, anche ai nostri giorni, ha pensato Papa Francesco con particolare riferimento ai tanti cristiani massacrati e violentati in ogni modo, in ragione proprio della loro fede.

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I fondamentalisti dell’Isis hanno già consumato le loro barbarie nella vasta area intorno a Mosul. Anche nel più antico monastero sulla collina che sovrasta Mosul, due monaci e quattro seminaristi sono rimasti a testimoniare fino al sacrificio della vita il valore del loro messaggio di fraternità anche verso i nemici più radicali. È una testimonianza straordinaria perché nel monastero si continua a pregare e a leggere i testi sacri in aramaico, la lingua con cui predicava Gesù. La follia di distruggere il monastero con tutti i reperti unici e straordinari che vi sono contenuti, è una offesa la cristianità tutta ma al tempo stesso, in termini culturali e di patrimonio storico per l’intera umanità.

Proprio sul valore della testimonianza della fede, senza opportunismi e sbadatezze e la responsabilità maggiore che sta di fronte ai cristiani nella società contemporanea. Faceva impressione, nella enorme quantità di persone che ascoltavano il Papa in piazza San Giovanni in Laterano, e la gran moltitudine raccolta ai due lati del percorso che attraverso via Merulana accompagnava la processione fino alla basilica di Santa Maria Maggiore. È straordinario il richiamo che questo Papa continua ad esercitare con i suoi gesti e le sue parole. Le persone hanno più che mai bisogno di poter ascoltare parole vere che mettono in rilievo i valori principali dell’esistenza.

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È tornato Papa Francesco a condannare senza mezzi termini la corruzione del tutto inconciliabile con un cammino di fede e il percorso di speranza di ogni cristiano. La corruzione va combattuta in ogni sede e da parte di ciascuna persona, specie di quelle che rivestono responsabilità pubbliche, che devono essere esercitate nell’interesse esclusivo della comunità. Tanto più grave la corruzione se strumentalizza e sfrutta la condizione di frustrazione e debolezza di emarginati, rifugiati e migranti. L’umanità tutta ha bisogno di una generale ventata di aria pura, di trasparenza e di forme di partecipazione che rinnovino di continuo le forme e le persone che si impegnano per l’autentico progresso della società.

Il Papa ha evidentemente pregato e chiesto di pregare per il suo viaggio a Sarajevo, un breve viaggio, ricco però di significato strategico per la pace e la riduzione della tensione nei Balcani. Sarajevo rappresenta il simbolo di una città martire, non ancora però pacificata, per la presenza di tensioni e odi anche per ragioni etniche e religiose. Vola a Sarajevo Papa Francesco come pellegrino di dialogo e di pace, valori universali che connotano ogni atto del suo pontificato. Basta ricordare l’accordo tra Cuba e gli Stati Uniti, l’incontro con Abu Mazen l’israeliano Peres nei giardini vaticani e la successiva beatificazione di due suore palestinesi. Non meno significativo il forte richiamo ai cattolici e agli ortodossi di Ucraina per la guerra fratricida ai confini orientali della Russia. Questo timbro profetico il Papa lo esprime ormai in ogni occasione e rispetto alle tante situazioni di crisi e di guerre “guerreggiate” con innumerevoli vittime innocenti, di fuggiaschi e rifugiati costretti ad abbandonare affetti, abitazioni e tentare in qualche modo di salvare la vita e sfuggire ad indicibili violenze. Il Papa vuole sollecitare una spinta di reazione più forte da parte degli Stati e della intera comunità internazionale. Ha sicuramente a suo sostegno l’opinione pubblica prevalente e, gli ultimi dati di rilevazione negli Stati uniti, considerano Papa Francesco il leader mondiale più autorevole e più amato, che supera in popolarità lo stesso Papa Santo Giovanni Paolo II.

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