La strage di detenuti, oggi l'82esimo suicidio in carcere dall'inizio dell'anno: "Il problema arrivi in Parlamento"
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La strage di detenuti, oggi l'82esimo suicidio in carcere dall'inizio dell'anno: "Il problema arrivi in Parlamento"

Oggi è avvenuto l'82esimo suicidio in carcere dall'inizio dell'anno, mai così tanti. E' accaduto questa mattina a Rebibbia, dove un bengalese di 30 anni si è tolto la vita impiccandosi con delle lenzuola.

La strage di detenuti, oggi l'82esimo suicidio in carcere dall'inizio dell'anno: "Il problema arrivi in Parlamento"
Il carcere di Rebibbia
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21 Dicembre 2022 - 18.22


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La condizione delle carceri italiane è un tema che non viene mai affrontato con la giusta attenzione e che viene troppo spesso nascosto sotto il tappeto, come fosse polvere. Oggi è avvenuto l’82esimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno, mai così tanti. E’ accaduto questa mattina a Rebibbia, dove un bengalese di 30 anni si è tolto la vita impiccandosi con delle lenzuola. A quanto si apprende, l’uomo aveva già tentato il suicidio.

” A ogni suicidio in carcere ci deve interrogare intorno a quello che si poteva fare per evitarlo, ma quando diventano così tanti ci obbliga a considerarli come una spia di un sistema penitenziario che richiede profondi cambiamenti”. È quanto dichiara il presidente dell’Associazione Antigone, Patrizio Gonnella, dopo il suicidio di questa mattina nel carcere di Rebibbia.

“Se si fossero suicidate ottantadue persone in una cittadina di cinquantamila abitanti parleremmo giustamente di tragedia, emergenza, dramma. Cercheremmo di capire come mai possa accadere. Invece, poiché si tratta di detenuti cala un silenzio colpevole”.

“Nei giorni scorsi papa Francesco ha evocato un provvedimento di clemenza, qualunque esso sia. Non ci sono state risposte da parte della classe politica e dirigente. Un segnale di speranza ai detenuti è necessario, in prossimità della fine dell’anno. Dunque, a seguito dell’ennesimo suicidio nelle carceri italiane, chiediamo che la questione carceraria sia affrontata in Parlamento al fine di umanizzare e modernizzare le condizioni di detenzione. È una necessità che riguarda anche lo staff degli istituti di pena. Maggiore è la gratificazione sociale del personale migliore sarà anche il clima dentro le carceri”.

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