Gianni Sallustro, il teatro napoletano ricorda l'artista e maestro che ha trasformato la scena in impegno civile

Era l'11 gennaio 2018 quando, al Teatro Instabile di Napoli situato in un suggestivo vicolo di fronte alla bella facciata della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Gianni Sallustro, il teatro napoletano ricorda l'artista e maestro che ha trasformato la scena in impegno civile
Preroll AMP

globalist Modifica articolo

22 Giugno 2026 - 22.06


ATF AMP

di Stefano Pignataro

Top Right AMP

Regista, autore, impresario, Michele Del Grosso ha incarnato con tenacia e coerenza la ribellione alle condizioni borghesi sia nel teatro sia, ben più radicalmente, nella sua stessa vita”. Era l’11 gennaio 2018 quando, al Teatro Instabile di Napoli situato in un suggestivo vicolo di fronte alla bella facciata della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, con queste parole si omaggiava la figura del fondatore del Teatro, il regista e drammaturgo Michele Del Grosso alla presenza di attori, attrici, amici, allievi ed allieve, autorità politiche.

 Quelle parole erano state pronunciate dal suo giovane allievo, Gianni Sallustro, anche lui attore e regista teatrale, drammaturgo, studioso della cultura partenopea e formatore, direttore e fondatore dell’Accademia vesuviana di Teatro e cinema e del Premio “Talentum production” che negli anni a seguire avrebbe continuato a dedicare al Teatro instabile fondato dal suo Maestro energia, passione e professionalità rendendolo unico nel panorama teatrale della città partenopea, famelica di proposte e sperimentazioni che coniugano tradizione ed innovazione.

Dynamic 1 AMP

Dopo soli sei anni, la stessa modalità di serata e’ stata dedicata proprio a Gianni Sallustro a due mesi dalla sua improvvisa scomparsa a soli 55 anni a causa di un malore che lo ha colpito nel sonno. Commozione e ricordi per ciò che Sallustro ha consegnato agli spettatori, a colleghi ed amici hanno delineato la Serata d’onore” avvenuta ieri sera presso il “Tin”, palcoscenico che avrebbe dovuto ospitare nei giorni del 25 -26 aprile, in occasione della festa della Liberazione, la piece teatrale dal titolo “Io non dimentico” diretta ed interpretata dal giovane regista scomparso tratta dalla “Trilogia del male” di Antonio Masullo prodotta da Talentum production. Spettacolo pensato proprio per le giornate del 25 aprile, che trasforma il teatro in memoria attiva e luogo di riflessione civile-Io non dimentico, il testo e’ i -testamento di un attore che, come il suo Maestro Michele Del Grosso, ha fatto del teatro una funzione d’impegno civile.

La serata d’onore di ieri sera, gremitissima, alla presenza della madre e della famiglia, e’ stata ideata e fortemente voluta dai colleghi ed amici del cuore del regista scomparso, l’architetto e direttore di produzione del Teatro Marcello Radano e la giornalista Roberta D’Agostino con la Direzione artistica tutta.

Diversi i ricordi di tanti amici e colleghi che hanno composto il mosaico della sua figura: “Sallustro non era soltanto un artista. Era un seminatore di anime dall’animo semplice e nobile-si e’ scritto nelle prime ore della sua scomparsa- Legatissimo alle sue origini, non aveva mai lasciato la sua città, la sua casa di San Gennarello nonostante molteplici esperienze in teatri rinomati del Mondo”. La sua città e’ stata la sua ispirazione. Ciò a cui era più legato e che gli faceva battere il cuore fermatosi troppo presto era l’entusiasmo per quei giovani di talento della sua Accademia a cui ha insegnato a stare in scena ed a dare forma alle loro pulsioni ed alle loro intuizioni. “«Il teatro non è finzione», «è verità che si lascia guardare» soleva ripetere e proprio il suo Teatro era un teatro verità che spaziava dai grandi classici a testi di sperimentazione.

Dynamic 1 AMP

“Gianni Sallustro era un riferimento per il mondo teatrale e culturale-racconta lo storico Prof. Guido D’Agostino, già Presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea “Vera Lombardi”, direttore della rivista «Meridione” e padre della giornalista Roberta D’Agostino il cui ricordo ha aperto la serata- un galantuomo che sapeva tessere rapporti autentici e duraturi, rapporti incrementati di sentimento come quello con mia figlia Roberta, un rapporto che ho visto solidificarsi nei decenni. La sua morte impoverisce tutti noi”.

Commosso e riconoscente, il giornalista del Corriere del Mezzogiorno e critico musicale Carmine Aymone ripercorre gli spettacoli organizzati al “Tin” con passione e cura: ” L’eredità di Gianni non andrà dispersa. In questo momento di tristezza mi sovviene una canzone bellissima che Paul Mc Carteney dedicò a John Lennon, “Here Today” che dedico a Gianni-ognuno ha un Gianni che vive dentro di noi. Inoltre-continua il giornalista-la missione di tutti noi e’ essere di guardia allo smantellamento culturale in nome del profitto. Il teatro e’ sempre più circondato di pizzerie che si stanno appropinquando sempre di più. Questo mi fa paura. Dobbiamo resistere, anche nel nome di Gianni”.

Presente e commossa anche l’attrice Nunzia Schiano insieme al marito, l’attore Nicola Mucci- in omaggio di “un lungo percorso condiviso con Gianni Sallustro in un teatro come il Tin che e’ testimonianza di impegno e fatica. Napoli perde una della sua anime teatrali”. L’attrice è stata protagonista sul palco del TIN con lo spettacolo “Mater Purgatorii” oltre che come protagonista di primo piano in diverse rassegne.

Dynamic 1 AMP

Dopo una dedica in versi dell’attore Salvatore Trapanese il cui ricordo ha trattato anche della stretta collaborazione tra Gianni Sallustro ed Enzo Moscato, e’ toccato all’attore e fantasista Gino Curcione tratteggiare lo stile scientifico di Sallustro nell’accostarsi ai classici con stile ed eleganza: “Gianni e’ un punto della mia vita-ricorda l’attore-Lo conobbi tramite Michele Del Grosso, all’epoca studiavo usi e costumi di Napoli con diversi autori, tra cui Marcello Colasurdo. Mi proposero “La cantata dei Pastori”, un testo sacro-rivisto con un canone di Viviani-ricordo con affetto che Gianni, con leggero imbarazzo, mi proponeva i ruoli e ricordo le risate quando mi proposero di interpretare non solo la Madonna ma anche in dialetto di Torre Annunziata! Questo era Gianni, amante del classico ma studioso della contaminazione e del costume, anche quello “irriverente” ma intelligentemente irriverente; la mia “tombola“-continua Curcione- e’ stata al Tin decine di volte e devo porgere il mio grazie a Gianni per avermi sempre invitato anche quando lo spettacolo non era molto gradito in altri Teatri. Quanti progetti ancora da realizzare, omaggi ad Annibale Ruccello, a Moscato…sono e resto un amico di Gianni e gli mando un bacio con il mio immenso grazie!”. 

La voce potente e la chitarra di Enza Di Blasio hanno preceduto il sentito omaggio di Mariano Gallo, attore, performer e Drag Quenn, dal talento multiforme: “Gianni era come questo teatro-ricorda- un grande abbraccio- specchio di un teatro che include, non di elite. Era gentile, era buono. Ha insegnato ai suoi ragazzi che fare teatro era fare vita. Il grande rimpianto sarà quello, per motivi professionali, di non aver potuto portare in scena un testo di Pasquale Ferro “Confessioni di una Travestita in attesa di pensione di invalidità civile”. Gli sarò sempre grato anche per aver aperto il Tin all’arte Drag di cui ancora oggi molti vogliono solo nei locali”. 

Tra molti momenti interrotti dal pianto e dagli applausi, la serata ha visto i ricordi di musicisti quali Gianni Lamagna della NCPP da sempre appassionato del suo teatro “fisico, di ricerca, di parola e di attrici come Nicla Tirozzi, iconico volto di “Mater Camorra“, testo di Sallustro tratta da “Madre courage e i suoi figli “di Brecht” che racconta una guerra mai dichiarata  dei clan, della camorra, vittime innocenti di camorra e mafia, non semplici nomi da ricordare in qualche celebrazione.”. “Gianni non si e’ mai piegato a compromessi, era riconoscente ma ha creato tutto con il sudore della fronte-afferma commossa la Tirozzi-la libertà ed il sacrificio e’ la lezione piu’ bella che lascia a voi suoi giovani allievi”.

Dynamic 1 AMP

 Hanno concluso la serata d’onore gli attori Gianmarco Cesareo, Mario Brancaccio e Simone Esposito: a loro si dovrà la messa in scena dell’Otello rimasto inedito, le attrici Lucianna De Falco e Marianna Terenzio ed il premio David di Donatello e Talentum, l’attore Lino Musella.

FloorAD AMP
Exit mobile version