La difesa non è sempre legittima e comunque nei paesi civili non esisterà mai il 'legittimo omicidio'

La baracconata che ha avuto luogo al teatro comunale di Vicenza e che ha visto come protagonisti il virile generale Vannacci e l’effimero Giuseppe Cruciani è davvero disarmante.

La difesa non è sempre legittima e comunque nei paesi civili non esisterà mai il 'legittimo omicidio'
Vannacci
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Giovanna Musilli Modifica articolo

30 Giugno 2026 - 15.14


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La baracconata che ha avuto luogo al teatro comunale di Vicenza e che ha visto come protagonisti il virile generale Vannacci e l’effimero Giuseppe Cruciani è davvero disarmante. E dovrebbe suscitare nell’opinione pubblica una seria riflessione sul degrado umano e culturale di questo paese. 

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I due mattatori da palcoscenico – fra una battuta da bar e l’altra – si sono prodotti in una scena tragicomica di fronte a quattrocento fan: dopo essersi spogliati restando a petto nudo come due veri gladiatori, hanno indossato una maglietta dedicata a Mario Ruggero, il gioielliere del cuneese condannato in appello a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori nel 2021. La scritta sulla maglietta recitava “Siamo tutti Mario Ruggero”. 

“Parla per te” ci sarebbe stato da aggiungere. 

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La propaganda che presiedeva all’evento era naturalmente la litania fascistoide secondo cui la difesa sarebbe sempre legittima. Il principio teorico è quello secondo cui se qualcuno viene rapinato ha il diritto di sparare alle spalle del ladro e qualora il delinquente non muoia all’istante, di prenderlo a calci sul volto mentre è steso a terra. Questo è ciò che ha fatto Mario Ruggero, ora in attesa del giudizio della Cassazione.

In punta di legge la difesa è legittima se soddisfa tre requisiti, cioè la necessità, l’attualità (il pericolo deve essere presente) e la proporzionalità. La riforma introdotta dal governo gialloverde nel 2019 su iniziativa leghista ha già rafforzato le tutele per chi si difende all’interno della propria abitazione (o sul posto di lavoro), allargando le maglie della non punibilità per l’eccesso colposo di legittima difesa. Ma il caso di Ruggero non vi è rientrato, visto che il gioielliere ha rincorso i rapinatori per strada, gli ha sparato mentre fuggivano e ne ha malmenato uno già ferito. 

L’idea di legittima difesa di Vannacci è una sorta di legge del taglione in salsa fascio-trumpiana, secondo la quale non siano la legge e le forze dell’ordine a perseguire i crimini, ma chi li subisce. Il generale vorrebbe introdurre un vulnus gravissimo nello stato di diritto che consenta la giustizia privata. 

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Nelle democrazie liberali lo stato ha il monopolio della forza proprio per evitare il Far West, perché se i cittadini potessero farsi giustizia da soli, la vita dell’intera comunità sarebbe insicura e come ci insegna tutta la tradizione contrattualistica liberale, lo stato nasce proprio per garantire a tutti la maggior sicurezza possibile. È per questo che i cittadini idealmente firmano un contratto in cui cedono alla forza pubblica l’uso legittimo della forza, pur disciplinato dalla legge, rinunciando al farsi giustizia da sé. 

D’altronde, nel Leviatano, Thomas Hobbes già nel ‘600 ci ha spiegato che nello stato di natura homo homini lupus: la condizione naturale pre-giuridica in cui vivono gli uomini è la guerra di tutti contro tutti, ispirata al ius omnium in omnia, il diritto di tutti su tutto. 

L’humus culturale cui si richiama il generale è profondamente antidemocratico e incostituzionale, perché evoca lo spettro di una società atomizzata, in cui siano sdoganati gli istinti più primitivi di sopraffazione reciproca e vendetta privata, in cui la legge non sia più uguale per tutti e in cui la vita umana sia privata di quella sacralità così faticosamente conquistata nei secoli delle rivoluzioni liberali e dell’Illuminismo. 

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Nel momento in cui si riconosce la liceità di uccidere volontariamente chi ha compiuto un furto, si ammette implicitamente che la vita umana, sia pure di un criminale, valga quanto il maltolto (che si tratti di gioielli, di soldi, o di qualsiasi altro bene materiale). Se poi il principio della giustizia privata venisse ampliato, superando il limite dei reati per così dire domiciliari (o sul luogo di lavoro), ci sarebbe da temere per la vita di chiunque. Immaginiamo cosa potrebbe accadere per uno scippo, o per un’offesa, o anche semplicemente per un tamponamento.

Ecco perché la legittima difesa deve essere normata con molta attenzione, altro che “sempre legittima”. 

Questioni diverse sono poi l’efficienza della giustizia, la certezza della pena e la stessa condizione lavorativa delle forze dell’ordine, spesso sprovviste di personale e di mezzi. Ma questo è tutto un altro discorso, dal quale Vannacci si tiene opportunamente lontano, visto che richiederebbe un progetto politico serio che sappia come e dove indirizzare gli investimenti pubblici.

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C’è da sperare che i vannacciani dell’ultima ora ci pensino bene bene prima di andare a votare. 

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