A Firenze ‘il primo progetto della facciata di San Lorenzo’, il disegno di Michelangelo figlio di una storia travagliata 
Top

A Firenze ‘il primo progetto della facciata di San Lorenzo’, il disegno di Michelangelo figlio di una storia travagliata 

La Biennale dell'Antiquariato Internazionale sarà la casa di un'opera importantissima per la storia rinascimentale.

A Firenze ‘il primo progetto della facciata di San Lorenzo’, il disegno di Michelangelo figlio di una storia travagliata 
Preroll

redazione Modifica articolo

22 Settembre 2026 - 21.14 Culture


ATF

A partire dal prossimo 24 settembre e fino al 4 ottobre la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze ospiterà a Palazzo Corsini un disegno di Michelangelo Buonarroti dall’enorme importanza storico artistica e documentaria: vale a dire il Primo progetto per la facciata di San Lorenzo. A seguito della conclusione della sua esposizione, l’opera sarà oggetto di restauro presso i laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

In quegli stessi laboratori alla Fortezza da Basso, nello scorso mese di agosto il disegno è stato sottoposto a profonde analisi diagnostiche, che ne hanno evidenziato la complessità di concepimento. Nella realizzazione dello studio architettonico Michelangelo Buonarroti partendo da una traccia eseguita probabilmente a punta d’argento, abbinò oltre alla matita l’uso di vari tipi di inchiostro, su vari strati di fogli: la parte inferiore – meglio conservata – è composta di 4 fogli, mentre quella superiore solo da due. Lo studio degli strati di disegni e inchiostri consente agli studiosi di pervenire anche ad una scansione di pensiero creativo nella progettazione di Michelangelo.

L’opera in questione consiste del primo disegno noto eseguito da Michelangelo per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze, custodito preziosamente nelle collezioni di Casa Buonarroti. Trattandosi di un foglio dalle notevoli dimensioni, lungamente esposto al pubblico, ciò ha influito negativamente sullo stato conservativo dell’opera giunta oggi con problemi di degrado.

La vicenda del progetto di Michelangelo per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze rappresenta uno dei capitoli più affascinanti, ambiziosi e frustranti della storia dell’architettura rinascimentale. Considerato il primo vero grande incarico architettonico del maestro, l’opera avrebbe dovuto fondere in modo totale architettura e scultura, ma finì per non vedere mai la luce. Dalla prima metà del Quattrocento la basilica fiorentina era legata alla famiglia Medici, ma la sua facciata era rimasta un grezzo muro di mattoni a vista. Nel 1515, in seguito al suo ingresso in città, Papa Leone X decise di completare la chiesa di famiglia con un prospetto monumentale.

Venne così indetto un concorso informale a cui presero parte i più grandi architetti dell’epoca, come Raffaello, Giuliano da Sangallo e Jacopo Sansovino. Inizialmente a Michelangelo fu richiesto soltanto di occuparsi della componente scultorea; tuttavia nel 1516 il Papa scelse di affidargli l’intera direzione del progetto. L’evoluzione dell’idea michelangiolesca è testimoniata dai disegni e dal modello in legno conservati presso Casa Buonarroti. Se i primi schizzi assecondavano il profilo della chiesa (più alto al centro e ribassato ai lati), la vera svolta concettuale fu quella di svincolare totalmente la facciata dalla geometria interna dell’edificio.

Michelangelo ideò una struttura rettangolare, concepita come un vero e proprio palcoscenico architettonico suddiviso in due ordini principali e un attico. Per persuadere Papa Leone X e il cardinale Giulio de’ Medici, fece realizzare un imponente modello in scala lungo circa due metri. Il progetto prevedeva una scansione di colonne libere e paraste d’ordine corinzio e composito, capaci di generare forti contrasti di chiaroscuro, nicchie e riquadri destinati ad accogliere circa quaranta tra statue in marmo e rilievi in bronzo in un’architettura che fungesse da ossatura portante per la scultura.

Il contratto definitivo fu firmato nel gennaio del 1518, con una previsione di completamento in otto anni. Spinto dalla sua ossessione per il controllo totale della materia prima, Michelangelo si trasferì nelle cave di marmo. Qui ebbe inizio un vero e proprio calvario: Leone X lo costrinse a lasciare le cave di Carrara per sfruttare i nuovi siti di Pietrasanta, in territorio fiorentino. L’artista spese due anni per tracciare strade sulle montagne, avviare le cave e incontrando la resistenza dei cavatori locali, mentre i marmi faticavano ad arrivare a Firenze. Proprio per questo, nel marzo del 1520 Papa Leone X annullò improvvisamente il contratto. Per Michelangelo fu un colpo durissimo.

Il restauro del disegno michelangiolesco si allinea con la valorizzazione della filiera conservativa che è parte integrante della missione culturale della Biennale fiorentina, che farà del Primo progetto per la facciata di San Lorenzo uno dei pilastri principali della 34esima edizione della manifestazione, la prima sotto la guida di Bruno Botticelli, volto a rafforzare le relazioni con le principali istituzioni culturali del territorio.

Native

Articoli correlati