Grillo sicuro di sé per l'Europee: vinceremo
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Grillo sicuro di sé per l'Europee: vinceremo

Il leader del Movimento 5 Stelle non ha dubbi sui risultati delle prossime consultazioni elettorali: l’Europarlamento potrà funzionare. Renzi sta fuori.

Grillo sicuro di sé per l'Europee: vinceremo
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4 Aprile 2014 - 17.01


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Il Movimento 5 Stelle vincerà le prossime Europee e così l’Europarlamento potrà funzionare. Con queste parole Beppe Grillo si presenta a Napoli davanti ai suoi sostenitori. ”Renzi è tagliato fuori dalla storia”, ha detto.

Per Grillo quindi non ci sono dubbi sulla futuro del MoVimento: “Noi vinceremo senza ombra di dubbio, l’Italia prende 75 parlamentari, se noi ne portiamo uno in più del Pd abbiamo vinto e forse il Parlamento europeo potrà funzionare davvero”.

Le prime stilettate della serata Renzi, che per Grillo è ancora l’«ebetino». «Spunta dalla massoneria di Firenze… con Verdini… fanno la legge elettorale con lo psiconano!», ha detto il comico. E poi ha ricordato il proprio disappunto provato al momento dello streaming con il premier incaricato: «Mi guarda, mi dà la mano, mi dice ‘Dammi del tu, io non voglio niente da te, non voglio la fiducia, voglio solo che ascolti quello che devo dire’». Grillo racconta di aver respinto l’invito a muso duro: «Ascolto il tuo compitino? Mi dici tutto il mio programma?».

Critiche, ovviamente, anche al sistema dei partiti tradizionali. Grillo denuncia la scarsa considerazione rivolta inizialmente al Movimento: «Volevano fare l’inciucio – spiega ai fan napoletani – e per fare l’inciucio, che han fatto per 20 anni di nascosto, hanno avuto bisogno di un capro espiatorio: ‘Dobbiamo allearci con Berlusconi, è colpa di Grillo perché dice di no a tutto’. Ma oggi dire di no è la più alta forza della politica che c’è in Italia!».

Frecciatine anche al Capo dello Stato Giorgio Napolitano: «Succede che un condannato che va agli arresti domiciliari viene ricevuto dal presidente della Repubblica», ha aggiunto ancora Grillo parlando di un sistema politico corrotto e inefficace. «Sono andato due volte a parlargli – aggiungerà più avanti nel corso del comizio ritornando sul capo dello Stato -. È furbo, non è saggio. Si è raddoppiato la carica».

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