Referendum sulla giustizia: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo

Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi pomeriggio, 12 gennaio, e ha fissato le date del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia e sulla separazione delle carriere dei magistrati: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo

Referendum sulla giustizia: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo
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12 Gennaio 2026 - 19.14


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Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi pomeriggio, 12 gennaio, e ha fissato le date del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia e sulla separazione delle carriere dei magistrati: si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Negli stessi giorni si terranno anche le elezioni suppletive per coprire i due seggi della Camera lasciati vacanti dal governatore del Veneto Alberto Stefani e dall’assessore della sua giunta, Massimo Bitonci, entrambi eletti in collegi uninominali.

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Durante la riunione, il governo ha approvato anche il disegno di legge sul ruolo del caregiver familiare e il ddl delega per la riforma del Servizio sanitario nazionale, che prevede misure di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e la revisione del modello organizzativo del Ssn.

Date del referendum sulla Giustizia
Il Consiglio dei ministri ha confermato le date del 22 e 23 marzo, considerate un compromesso tra il primo marzo, preferito dalla maggioranza, e aprile, auspicato dall’opposizione. La scelta non soddisfa i comitati per il No e coloro che stanno raccogliendo le firme per depositare una nuova richiesta di referendum.

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I caregiver familiari
Il ddl approvato disciplina in modo organico la figura del caregiver familiare, cioè chi assiste un parente non più autosufficiente. La legge prevede un contributo economico, vincolato a requisiti specifici, e altre forme di tutela differenziate. La figura centrale è quella del “convivente prevalente”, che svolge il maggior carico di assistenza, con tutele variabili in base al monte ore settimanale. La tutela economica riguarda i familiari conviventi che assistono almeno 91 ore a settimana, con reddito annuo inferiore a 3mila euro e Isee fino a 15mila euro. L’importo del contributo esentasse può arrivare fino a 400 euro mensili, erogati trimestralmente o semestralmente.

Commissariamento di quattro Regioni
Il Consiglio dei ministri ha deciso il commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, che non hanno ancora approvato i piani di dimensionamento scolastico per il prossimo anno. Si tratta di un adempimento previsto dal Pnrr, necessario per adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca e per mantenere il finanziamento già erogato. La misura riguarda la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici.

Riforma del Servizio sanitario nazionale
Il ddl delega approvato punta a creare una struttura organizzativa più integrata tra ospedale e territorio, con nuove tipologie di ospedali come quelli di terzo livello con standard elevati e gli ospedali “elettivi” senza pronto soccorso, collegati ai dipartimenti di emergenza-urgenza. Il Governo avrà tempo fino al 31 dicembre 2026 per adottare decreti legislativi che aggiornino il decreto legislativo 502 del 1992. L’obiettivo generale è rafforzare la tutela della salute, migliorare i percorsi di emergenza-urgenza, valorizzare il ruolo di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, creare reti assistenziali specialistiche e tempo-dipendenti, ridurre la mobilità sanitaria e potenziare l’assistenza a persone non autosufficienti e la salute mentale, incentivando la digitalizzazione. I decreti attuativi dovranno rispettare la “neutralità finanziaria”, salvo stanziamenti aggiuntivi del Parlamento.

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