Il mondo nelle mani del gangster della Casa Bianca ma in Italia c'è ancora chi lo osanna

Donald Trump dovrebbe essere prelevato dallo Studio Ovale in camicia di forza. Perché solo uno psicopatico con un ego ipertrofico potrebbe uscirsene fuori sostenendo che stabilirà la fine delle ostilità "quando lo sentirò a pelle

Il mondo nelle mani del gangster della Casa Bianca ma in Italia c'è ancora chi lo osanna
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

14 Marzo 2026 - 15.52


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Il mondo nelle mani di un gangster. Il “Gangster della Casa Bianca. Un pericolo per la stabilità internazionale, un incubo per le economie europee, una minaccia planetaria. Donald Trump dovrebbe essere prelevato dallo Studio Ovale in camicia di forza. Perché solo uno psicopatico con un ego ipertrofico potrebbe uscirsene fuori sostenendo che stabilirà la fine delle ostilità “quando lo sentirò a pelle”. Lo ha detto a Fox News.

Un’affermazione che fa il paio con “è solo la mia moralità a dirmi quando fermarmi”. 

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La guerra del petrolio sta deflagrando sempre più in una guerra mondiale. Gli Usa hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari. Poco prima di salire a bordo dell’Air Force One presso la Joint Base Andrews, in Maryland, diretto verso la Florida, il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa avevano sferrato pesanti attacchi aerei contro l’isola di Kharg, risparmiando le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano.   

 Una mossa mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz tra mine piazzate e i missili lanciati contro le petroliere, ma anche indirizzata alla Cina, unico Paese indicato come ancora destinatario del petrolio in uscita voluto dai Pasdaran, perché possa favorire un traffico marittimo regolare.   

 Nel suo post, Trump ha definito l’attacco una delle “più potenti incursioni aeree nella storia del Medio Oriente”, precisando che sull’isola, simile a una striscia di terra lunga circa 8 chilometri che ospita il più importante impianto petrolifero dell’Iran, sono stati colpiti esclusivamente obiettivi militari.   

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“Ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere dell’isola”, ha scritto ancora Trump. “Tuttavia, qualora l’Iran – o chiunque altro – dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione”.   

 Gli impianti di lavorazione del petrolio situati a Kharg costituiscono un pilastro dell’economia iraniana. Circa il 90% del greggio iraniano viene lavorato a Kharg: pertanto, qualsiasi interruzione delle attività di raffinazione potrebbe paralizzare l’economia del Paese, già in forte difficoltà dopo due settimane di attacchi.   

 L’obiettivo strategico delle incursioni sull’isola, finora risparmiata dalla guerra, fa emergere la minaccia di futuri attacchi contro le infrastrutture petrolifere come una significativa escalation nell’impegno degli Stati Uniti di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.

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 Trump ha preannunciato l’invio della Us Navy per scortare le petroliere nella navigazione attraverso la cruciale via d’acqua, dopo che le unità navali iraniane ne avevano di fatto bloccato il transito in risposta al conflitto in corso, innescando un balzo dei prezzi delle quotazioni del greggio anche oltre i 100 dollari al barile. 

La distruzione degli impianti di Kharg sarebbe un colpo fatale per l’economia della Cina, principale acquirente del greggio iraniano. In caso di attacco, Pechino non potrebbe non reagire, schierando il suo enorme arsenale a fianco di Teheran (finora Xi Jinping ha fornito componenti per missili, soldi e intelligence).

Questo gangster è supportato nelle sue pratiche banditesche da “due geni del male” (copyright Dagoreport) Netanyahu –  primo ministro d’Israele, criminale di guerra con un mandato di arresto internazionale emesso dalla Corte dell’Aia – e Pete Hegseth, lo Stranamore del Pentagono (inviso dai vertici militari Usa) che s’inalbera quando viene indicato come segretario alla Difesa, preferendo segretario alla Guerra.

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Così stanno le cose. E in Italia, gli aedi del gangster parlano e scrivono di lui come del liberatore del popolo iraniano.  

Non è più malafede. È complicità con il banditismo dei capi di due Stati-canaglia. Usa e Israele.

Altro che tavolo con i servitori italioti di questa cricca criminale. Quei tavoli andrebbero rovesciati. In Parlamento e nelle piazze. 

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