Grillo contro Conte e M5S: dal fondatore anti-casta al critico del Movimento, una parabola difficile da comprendere

Inspiegabile il post recentemente comparso sul suo blog in cui Grillo accusa il M5S di aver perso se stesso e di essere stato fagocitato dal palazzo.

Grillo contro Conte e M5S: dal fondatore anti-casta al critico del Movimento, una parabola difficile da comprendere
Preroll AMP

Giovanna Musilli Modifica articolo

2 Agosto 2026 - 20.41


ATF AMP

Spiace constatare che il fu Beppe Grillo sembri essersi negli anni trasformato nel servo sciocco dei cosiddetti poteri forti e lobby al seguito. Da appassionato rivoluzionario anti-casta a picconatore della sua creatura, il M5S che, nonostante abbia sempre avuto e abbia ancora contro l’establishmente praticamente tutta l’informazione mainstream, si aggira comunque fra il 13% e il 15% nei sondaggi. 

Top Right AMP

Inspiegabile il post recentemente comparso sul suo blog in cui Grillo accusa il M5S di aver perso se stesso e di essere stato fagocitato dal palazzo. Ha scritto che il M5S “Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il MoVimento. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone”. 

Un giudizio tanto impietoso quanto inspiegabile. Immediata e puntuale la replica del leader del Movimento, Giuseppe Conte, che ha ricordato a Grillo chi patrocinò l’entrata del M5S nello sciagurato governo Draghi nato nel Febbraio 2021, dopo che le trame segrete di Renzi&co avevano fatto cadere il governo giallo-rosa: lo stesso Beppe Grillo.

Dynamic 1 AMP

 All’epoca, infatti, Conte non era neppure leader del Movimento. Inoltre, fu proprio Grillo a definire Draghi “grillino” e ad accontentarsi dell’ex dirigente della Leonardo Roberto Cingolani, spacciato anche lui per grillino, al ministero dell’Ambiente e della Transizione ecologica. 

Che Grillo non sia in buona fede si è reso manifesto anche dall’improvvida mossa di pubblicare un video del gennaio 2022 preceduto da un laconico “sblocchiamo un ricordo”, in cui Conte nega il voto a Draghi come Presidente della Repubblica, ritenendo che dovesse rimanere Presidente del Consiglio. In effetti, i commenti degli elettori a cinque stelle sono stati a dir poco polemici, ben sapendo che quel video non significa affatto che Conte fosse un fan di Draghi, tutt’altro. 

Del resto, per chi ha buona memoria, il governo Draghi fu gravemente indebolito nell’estate del 2022 proprio dalle rimostranze del M5S contro l’ignobile riforma della giustizia voluta dalla ministra Marta Cartabia e cadde poco dopo per la resistenza di Conte ad avallare la politica bellicista condensata in continui ed esosi invii di armi all’Ucraina (in osservanza alle raccomandazioni dell’UE e degli Stati Uniti di Biden), mai corredati dall’avvio di iniziative diplomatiche volte a porre fine alla guerra. 

Dynamic 1 AMP

Quest’ultimo scontro tra il fondatore e il leader del M5S è l’epilogo di una querelle che dura da almeno 3 anni, le cui ragioni profonde sono rimaste misteriose perfino agli iscritti del Movimento e che per la verità sembrava finita nel 2024, quando gli iscritti votarono per l’eliminazione della funzione di garante fino ad allora ricoperta appunto da Grillo. 

Evidentemente, l’ex fondatore ha ancora il dente avvelenato per essersi lasciato sfuggire la leadership in seguito all’inspiegabile scelta di appoggiare il “governo dei migliori”, con dentro Forza Italia, Lega, Italia Viva e simili coacervi di statisti. A quanto pare, non ha perdonato a Conte di essere stato preferito a lui dal popolo pentastellato. 

Lo scopo di quest’ultima sortita è, in effetti, particolarmente indecifrabile, dal momento che Conte è l’unica voce di opposizione contro l’adesione del governo di Giorgia Meloni alla folle scelta europea di riarmare fino ai denti i singoli stati dilapidando a debito miliardi di denaro pubblico, contro l’altrettanto scriteriata politica bellicista dell’UE tesa a provocare la terza guerra mondiale contro la Russia e, sul versante interno, contro le politiche della maggioranza meloniana indirizzate a restringere il welfare, a indebolire i poteri di controllo sull’operato del governo, nonché a garantire impunità alle classi dirigenti. 

Dynamic 1 AMP

Non a caso, la persona verso la quale la destra tutta, Renzi e Calenda compresi, sembra nutrire un rancore quasi personale, tanto da tentare in tutti i modi di liberarsene – si pensi alla ridicola e vergognosa commissione Covid – è proprio Conte. 

C’è chi ha notato la sinistra concomitanza tra l’inasprirsi dell’ostilità di Grillo contro il M5S contiano e l’accusa di violenza sessuale mossa al figlio Ciro, attualmente condannato in primo grado e in attesa del processo di appello. 

Noi, però, non siamo fra quelli che credono al memorabile aforisma attribuito a Papa Pio XI e poi ripreso da Giulio Andreotti “A pensar male del prossimo si fa peccato, ma si indovina”.

Dynamic 1 AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version