La prospettiva di un voto politico anticipato nella primavera del 2027 continua ad agitare la maggioranza, ma nelle ultime ore Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno preso posizione per la prosecuzione della legislatura fino alla sua scadenza naturale. Sullo sfondo resta il confronto sulla nuova legge elettorale e, soprattutto, l’ipotesi di accorpare le elezioni politiche con le amministrative della primavera.
Il tema è tornato al centro del dibattito nel giorno in cui il governo guidato da Giorgia Meloni celebra il primato di longevità nella storia della Repubblica. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore, l’ipotesi di anticipare le elezioni alla primavera resta valutata a Palazzo Chigi, ma incontra la resistenza dei due vicepremier di Forza Italia e Lega.
Tajani: “Per me è la fine della legislatura”
Antonio Tajani ha espresso una posizione favorevole alla prosecuzione della legislatura, pur senza escludere in assoluto che la data del voto possa essere leggermente anticipata.
“Non c’è nessuna data prevedibile. Per me è la fine della legislatura, quindi si vedrà. Non ho problemi a votare un mese prima, due mesi prima. Ma forse la data giusta è quella di fine legislatura. Vedremo quello che ci sarà”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri.
La posizione di Tajani arriva mentre prende corpo l’ipotesi di un voto in primavera, in coincidenza con le amministrative. L’idea permetterebbe di concentrare in un’unica tornata le consultazioni per il Parlamento e quelle per le principali città, ma è proprio sull’election day che la Lega manifesta la maggiore contrarietà.
Anche Salvini, infatti, ha ribadito che la legislatura dovrebbe arrivare alla propria conclusione naturale.
Salvini: “Abbiamo tante cose da fare”
Il leader della Lega ha indicato nell’autunno del 2027 il momento previsto per le elezioni politiche e ha escluso l’ipotesi di anticiparle alla primavera.
“Abbiamo tante cose da fare e abbiamo bisogno di usare bene tutto il tempo assegnato. Il governo andrà a scadenza”, ha affermato Salvini.
Il vicepremier è stato ancora più esplicito sull’ipotesi di accorpare le politiche alle amministrative: “Amministrative e politiche vanno tenute separate”.
La stessa posizione era stata ribadita da Salvini alla Lega Summer Fest di Livorno. “Stiamo festeggiando il governo più longevo della storia della Repubblica, perché interrompere prima l’enorme lavoro che tutti stiamo facendo. C’è una scadenza che è autunno 2027”, aveva detto.
Alla domanda se politiche e comunali dovessero quindi rimanere separate, il leader leghista aveva risposto: “Certo”. E aveva aggiunto: “La scadenza delle Amministrative è per norma in primavera, poi votano tante città importanti da Milano a Roma, Bologna, Torino, Napoli, e poi in autunno gli italiani sceglieranno fra il centrodestra e il campetto”.
Salvini ha collegato la questione della data del voto anche alla riforma elettorale, sostenendo un sistema a turno unico e respingendo l’ipotesi del ballottaggio. “Chi vince governa per cinque anni, chi perde va all’opposizione”, è la linea espressa dal segretario della Lega sul modello elettorale.
FdI non chiude alla primavera
Più articolata appare invece la posizione di Fratelli d’Italia. Francesco Lollobrigida, intervenendo a Bari, ha lasciato aperta la possibilità di un voto anticipato senza però indicarlo come una decisione assunta.
“Non c’è una pregiudiziale”, ha detto il ministro dell’Agricoltura secondo quanto riportato da La Stampa.
La differenza rispetto a Tajani e Salvini è dunque soprattutto nella formulazione: mentre i due vicepremier indicano apertamente la fine naturale della legislatura, dentro FdI non viene esclusa la possibilità di un anticipo.
Lo stesso Lollobrigida ha però collocato il confronto in una prospettiva più ampia, indicando nelle prossime elezioni l’obiettivo politico della maggioranza: “Il nostro prossimo obiettivo è vincere le elezioni e continuare a dare all’Italia speranza, forza e credibilità”.
La legge elettorale resta il nodo
Il confronto sulla data del voto si intreccia con quello sulla nuova legge elettorale. Alla vigilia della ripresa dei lavori parlamentari, il tema del ballottaggio continua infatti a dividere la maggioranza.
La Lega si è schierata contro il secondo turno e a favore di un sistema a turno unico. Salvini ha sostenuto la necessità di una legge che consenta agli elettori di scegliere direttamente la maggioranza destinata a governare.
La questione è politicamente rilevante anche per gli equilibri interni al centrodestra. ANSA segnala tra i dossier dell’ultimo anno di legislatura proprio la legge elettorale, insieme alla manovra economica e alle tensioni nei partiti della maggioranza. L’agenzia osserva inoltre che entro la fine dell’anno potrebbe diventare più chiaro se Meloni punterà ad arrivare alla scadenza naturale oppure se sceglierà il voto nella primavera del 2027.
Per il momento, dunque, non c’è una decisione definitiva sulla data delle elezioni. La posizione pubblica di Tajani e Salvini è per la prosecuzione della legislatura fino all’autunno del 2027, mentre Fratelli d’Italia non considera preclusa l’ipotesi di un anticipo. Il confronto resta quindi aperto, con la legge elettorale e gli equilibri interni alla maggioranza destinati a essere tra i principali fattori che determineranno la scelta finale.
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