Cent’anni fa. Sembra oggi. Allora il mistero dello “smemorato di Collegno” fece impazzire l’Italia. Oggi non farebbe più tanto rumore: di smemorati è pieno il regno dei governanti di mezzo mondo e di tanti politici di casa nostra: chi si ricorda più di esser stato, fino all’altro ieri, fascista ? O chi si dimentica ciò che ha detto solo qualche mese prima? Non parliamo dei social che sono zeppi di smemorati oltre che di sfacciati.
La vicenda è arcinota. La mattina del 10 marzo di cent’anni fa, appunto, veniva arrestato a Torino, per furto, un uomo. Portato in caserma dà in escandescenze: viene portato rapidamente in manicomio. L’uomo non ricorda più nulla e per questo viene fatto pubblicare un annuncio per sapere se qualcuno lo riconosce. I primi a farsi avanti, dopo l’annuncio della Domenica del Corriere con tanto di ritratto di profilo dello smemorato, è la famiglia Canella. All’inizio hanno qualche dubbio ma poi, in un secondo momento, Giulia Canella che è alla ricerca del marito eroe di guerra, si lascia convincere. Il Tribunale permette all’uomo di raggiungere questa famiglia a Verona. La famiglia Bruneri, viste le somiglianze, si fa avanti solo in un secondo momento. La moglie dice di riconoscerlo, ma la famiglia mostra di non avere alcuna intenzione di riconoscerlo. Mario Bruneri, questo il suo nome, era un tipografo un po’ mascalzone già noto alla regia polizia che lo aveva arrestato due volte. Mi mancherebbe di farlo tornare in gattabuia, pensarono.
L’Italia impazzisce per questo caso. Ci sono i sosia; ci sono le bufale (è lo Zar della Russia, dirà qualcuno); c’è la curiosità , specie tra i cattolici, all’idea di un uomo con due famiglie; ci sono i reduci che aspettano, da anni, il ritorno dei loro cari dal fronte. Come nel film di Totò non si saprà mai la verità e il dubbio continuerà ad agire per decenni nella testa degli italiani. Un vero e proprio “caso mediatico” si direbbe oggigiorno.
A gonfiare il caso ci pensa il regime fascista: l’obbiettivo è di far parlare l’Italia intera dello “smemorato” cosi da sviare l’attenzione sull’omicidio Matteotti. Vi fischiano le orecchie? C’è qualcuno oggi che stimola giornali e televisioni a scrivere non della guerra nel golfo, dell’immane tragedia di Gaza, del caro benzina ma punta i riflettori sulla famiglia nel bosco. Roba da strappare i cuori e da far distogliere le menti dal malessere che attraversa il mondo. Smemorati di ieri e di oggi; giornalisti a servizio di un sistema, ieri come oggi. Smemorati di tutte le epoche unitevi!
