Addio a Romano Luperini, maestro della critica letteraria italiana

Scomparso a 85 anni il professore e autore dei celebri manuali scolastici: generazioni di studenti formate attraverso il suo pensiero.

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11 Aprile 2026 - 20.16 Culture


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È morto oggi a Siena Romano Luperini, tra i più autorevoli critici letterari italiani contemporanei. Aveva 85 anni. La notizia della sua scomparsa segna una perdita profonda per il panorama culturale e accademico del Paese.

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Nato nel 1940, Luperini aveva inizialmente aderito alla tradizione marxista, contribuendo anche alla nascita della Democrazia proletaria. Deluso in seguito dall’esperienza politica, scelse di dedicarsi interamente alla ricerca, alla scrittura e all’insegnamento, ambiti nei quali ha lasciato un’impronta duratura.

È stato docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Siena e ha insegnato anche all’estero, come professore aggiunto all’Università di Toronto. La sua attività accademica si è protratta fino agli ultimi anni, come dimostra il corso di Didattica della letteratura tenuto nel 2018/2019 all’Università di Catania per gli studenti di Filologia moderna.

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Studioso rigoroso e prolifico, Luperini ha dedicato numerosi saggi ai grandi autori della letteratura italiana, tra cui Verga, Montale, Pirandello e Tozzi, contribuendo in modo significativo al rinnovamento degli studi critici.

Il suo nome è però indissolubilmente legato anche alla scuola italiana. Insieme a Pietro Cataldi e Lidia Marchiani, ha firmato il celebre manuale La scrittura e l’interpretazione, pubblicato per la prima volta nel 1996 e diventato negli anni un punto di riferimento imprescindibile per lo studio della letteratura nei licei. L’opera, aggiornata e adattata in diverse versioni, ha accompagnato la formazione di intere generazioni di studenti.

A questo si aggiungono altri volumi di grande diffusione nelle scuole secondarie, come Liberi di interpretare e Noi e la letteratura, che testimoniano il suo costante impegno nella didattica e nella trasmissione del sapere.

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La sua scomparsa lascia un vuoto significativo non solo nel mondo accademico, ma anche nella memoria collettiva di chi, sui suoi libri, ha imparato a leggere, comprendere e interpretare la letteratura. Una vita, la sua, interamente dedicata allo studio, all’insegnamento e alla passione per i testi e per i giovani.

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