Almeno sette persone sono state uccise e altre 24 ferite nei raid israeliani condotti ieri nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall’agenzia nazionale libanese NNA. Il ministero della Salute ha precisato che tra i feriti vi sono anche tre bambini. Crimini di guerra.
I bombardamenti arrivano in un clima di crescente tensione lungo il confine con Israele, mentre il cessate il fuoco appare sempre più fragile e i civili continuano a pagare il prezzo più alto.
Parallelamente, l’esercito israeliano ha diffuso una nuova minaccia di evacuazione forzata rivolta a sette località situate a nord del fiume Litani: Mefdon, Shukin, Yahmar, Arnoun, Zoter Sharqiya, Zoter Gharbiya e Kafr Tibnit.
Le forze israeliane hanno affermato che agiranno “con forza” contro Hezbollah, accusando il gruppo di violare la tregua. Non sono però state rese note prove immediate a sostegno delle accuse.
Per gli abitanti del sud del Libano si tratta dell’ennesimo ordine di sgombero dopo mesi di bombardamenti, distruzione e sfollamenti continui. In molte aree la popolazione vive già tra case danneggiate, servizi essenziali ridotti al minimo e la costante paura di nuovi attacchi.
La nuova escalation rischia ora di compromettere ulteriormente ogni tentativo di stabilizzazione in una delle zone più fragili del Medio Oriente.