Tra musica e impegno, il Primo Maggio guarda avanti

Tutti riuniti a Roma per il concerto del primo maggio all'insegna dell'importanza per il lavoro dignitoso e la tutela dei lavoratori.

Tra musica e impegno, il Primo Maggio guarda avanti
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2 Maggio 2026 - 14.40 Culture


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Il concerto del primo maggio in piazza San Giovanni a Roma, un evento che si ripete dal 1990, è stato organizzato da Cgil, Cisl e Uil e da iCompany. Il Concertone 2026 aveva come tema il “lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. 

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A inaugurare il live, dopo lo spazio dedicato alle nuove proposte dalle 13 alle 14.30, è stata la conduttrice Arisa, questa volta nei panni di cantante. Ha emozionato il pubblico con una intensa interpretazione di “Futura” di Lucio Dalla, dedicata al padre nel giorno del suo 72° compleanno. Una scelta tutt’altro che casuale da parte degli organizzatori.

Accanto al tema del lavoro, affrontato quest’anno dai sindacati con un focus su dignità e sicurezza, emerge anche quello del futuro. BigMama, co-conduttrice insieme a Pierpaolo Spollon, ha sottolineato l’importanza di guardare avanti, scherzando sul 2025: “quando io non avrò più denti e Pierpaolo sarà senza capelli”. Non a caso, proprio #futuro è l’hashtag lanciato dal palco di San Giovanni. 

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Dopo l’esibizione di Arisa, il Concertone è entrato nel vivo con l’apertura affidata a Paolo Belli, a cui sono seguiti gli artisti emergenti Rob, Santamarea, Francamente, Casadilego e Bambina, vincitrice del contest 1MNEXT.

Durante la prima parte dello show, in programma fino alle 18, si alternano soprattutto nuovi volti della scena italiana, con Angelica Bove ed Eddie Brock incaricati di chiudere questa prima tranche. I nomi più affermati sono saliti invece sul palco dopo le 20: tra questi Niccolò Fabi, Ermal Meta, Riccardo Cocciante, Serena Brancale, Litfiba ed Emma, i Pinguini tattici nucleari, Madame, Geolier e Irama e nell’ultima trance del concerto Francesca Michielin, Frah Quintale, Rocco Hunt e l’orchestra Notte della Taranta. 

L’edizione di quest’anno è stata fortemente incentrata sul tema del lavoro, e la prima presa di posizione “politica” arriva soltanto intorno alle 17, circa un’ora e mezza dopo l’avvio ufficiale, per voce di Dutch Nazari.

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L’artista invita il pubblico a gridare con tutta la forza possibile per farsi ascoltare da chi è al governo, chiedendo interventi concreti e non semplici condanne di facciata rispetto all’azione di Israele, che in acque internazionali al largo di Cipro ha fermato la Flotilla diretta a Gaza. Al termine della sua esibizione, Nazari ha concluso con un grido: “Palestina libera!”.

Al Concertone del Primo Maggio non poteva certo mancare il brano simbolo della Resistenza. In un’edizione insolitamente poco politica, è stata Delia, artista catanese di 27 anni emersa da X Factor, a interpretare Bella Ciao. Sul palco, mentre le ballerine si esibivano, il pubblico sempre più numeroso di Piazza San Giovanni l’ha accompagnata cantando e ballando.

Con Delia Buglisi, il significato di Bella Ciao assume una sfumatura diversa: da canto legato principalmente alla politica si trasforma in un messaggio sociale, in linea con i temi del Concertone come il lavoro dignitoso e una retribuzione equa. Anche il testo viene adattato, con la parola “partigiano” sostituita da “essere umano”.

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