Pint Of Science, torna l'appuntamento gratuito per gli scienziati
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Pint Of Science, torna l'appuntamento gratuito per gli scienziati

Nato nel 2013 da un'intuizione di due ricercatori, dal 18 al 20 maggio l'iniziativa arriva in Italia con l'obiettivo di far discutere gli scienziati tra di loro e con il pubblico. Il festival è presente in 27 nazioni, svolgendo eventi in più di 600 città, con la presenza di oltre 2000 relatori.

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8 Maggio 2026 - 15.20 Culture


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Sono 90 i pub italiani ad accogliere, dal 18 al 20 maggio, l’undicesima edizione italiana del festival che mira a far incontrare i diversi scienziati. Sono 28 le città coinvolte, da Nord a Sud Italia, che permetteranno a studiosi di conversare e confrontarsi. Ogni sera sono previsti 40 minuti dedicati ad ogni ricercatore che espone il suo studio e in seguito la parola passa al pubblico o ad altri studiosi. L’iniziativa coinvolge anche i locali per favorire scambi informali tra i ricercatori che saranno più di 300 in questa edizione.

Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Cagliari, Caserta, Catania, Ferrara, Frascati, Genova, Latina, L’Aquila, Messina, MilanNapoli, Padova, Palermo, Pavia, Pisa, ReggioCalabria, Roma, Salerno, Savona, Siena, Torino, Trento, Trieste e  Udine sono i luoghi coinvolti. Tra le tematiche affrontate vi sono l’IA, computer quantistici, scienza e sostanze psichedeliche, oltre all’analisi del rapporto attuale tra sicurezza e difesa. In generale vi sono 6 macro aree che vanno dalla medicina alla chimica, dall’astronomia alle neuroscienze, dall’ambiente alla tecnologia e alla società: Atoms to Galaxies, Beautiful Mind, Our Body, Planet Earth, Social Sciences e Tech Me Out.

Elisa Ercolessi dell’Università di Bologna è particolarmente attesa per il suo intervento sul quantum computing, insieme a Barbara Zambelli (Unibo) che spiegherà i meccanismi molecolari in relazione ai farmaci. Matteo Tuveri dell’Università di Cagliari illustrerà perché la fisica sia spesso considerata come disciplina complicata, mentre Rosalda Punturo dell’ateneo di Catania racconterà il rapporto tra la geologia e i Bronzi di Riace, mentre Marco Drago dell’Università Sapienza di Roma permetterà al pubblico di scoprire le onde gravitazionali.

Frascati ospita poi Andrea Ciarma (Infn – Laboratori Nazionali di Frascati) e il suo Neutrino Chess, mentre a L’Aquila ci sarà Gaetano Di Achille (Istituto Nazionale Astrofisica – Osservatorio Astronomico d’Abruzzo) a dare voce alle ricerche sull’esplorazione lunare. Daniera Irrera del Centro Alti Studi Difesa sarà invece a Messina dove illustrerà la difesa e la sicurezza e le loro ripercussioni nel mondo, mentre a Milano Danilo De Gregorio (Irccs Ospedale San Raffaele) dedicherà un approfondimento sul ritorno degli studi sulle sostanze psichedeliche.

A Napoli, Benevento e Caserta saranno sette i ricercatori a discutere di fisica, provenienti dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. Oltre a questi viene offerto un percorso nel regno animale da parte di un team multidisciplinare di ricercatori.

A Padova sarà Patrizia Azzi (Infn) a portare il bosone di Higgs, mentre Marta Giacomello dell’Università di Padova dimostrerà il nuovo meccanismo biologico che regola il colore della pelle. A Pavia verrà data centralità al ruolo delle tecnologie con l’intervento di Yugin Cho (Scuola Universitaria Superiore Iuss di Pavia) sul ruolo dell’IA nella medicina, e a Savona con Giulia Blandini (Fondazione Cima) sul rapporto tra IA e previsioni meteorologiche. A Siena si analizza la relazione tra chimica e l’arte dei graffiti con Michele Baglioni (Unisi).

Nella capitale sarà Maria Grazia Labate (Inaf) a dare voce ad un universo tutt’altro che silenzioso, oltre all’intervento di Marco Zecchini dell’università sapienza di Roma, introducendo la crittografia. Arianna Massaro, presidente dell’associazione Pint of Science Italia, ha affermato: “Immaginate di sorseggiare la vostra bionda preferita al pub e, tra una chiacchiera e l’altra, scoprire i segreti del Dna o i misteri del cosmo. È questa l’anima di Pint of Science, il festival nato nel 2012 all’Imperial College di Londra quando due ricercatori decisero di ‘liberare’ la scienza dai laboratori per portarla tra la gente”.

Ha poi proseguito: “Approdata in Italia nel 2015, l’iniziativa è cresciuta costantemente e quest’anno siamo pronti a brindare di nuovo insieme dal 18 al 20 maggio. Oggi, come presidente di Pint of Science Italia, vivo questa missione con grande entusiasmo. Da ricercatrice in chimica fisica all’Università Federico II di Napoli, dove ogni giorno mi occupo del modelling di nuovi materiali per la conversione e l’accumulo di energia, vedere la magia di questa manifestazione che trasforma i banconi dei bar in palcoscenici per la conoscenza è davvero emozionante. Grazie a un nutrito team di volontari, accomunati dalla passione per la scienza e la divulgazione, la nostra organizzazione lavora assiduamente a un unico obiettivo: raccontare la ricerca con un linguaggio semplice e inclusivo, abbattendo ogni distanza tra esperti e curiosi. È un’occasione imperdibile per scoprire che la scienza, dopotutto, è un’avventura che ci appartiene profondamente”.

Il festival nasce nel 2013 da un’idea di due ricercatori dell’Imperial College di Londra, Michael Motskin e Praveen Paul, con l’intento di far incontrare gli studiosi anche al di fuori dei laboratori. Dal 2015 l’Italia prende parte a questa iniziativa con 6 città; il festival è presente in 27 nazioni, svolgendo eventi in più di 600 città, con la presenza di oltre 2000 relatori.

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