La grotta restituisce le ultime salme
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La grotta restituisce le ultime salme

Il recupero di Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino completa le operazioni nel sistema sommerso dove sono morti i cinque sub italiani. La Procura di Roma attende le prove digitali e relazioni tecniche per ricostruire tempi, profondità e gestione dell’emergenza.

Diagramma grotte, Maldive
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20 Maggio 2026 - 21.38 Culture


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di Lorenzo Lazzeri

Il recupero delle ultime due salme nella grotta di Dhekunu Kandu ha chiuso la fase operativa più difficile della tragedia delle Maldive. Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino sono state riportate fuori dalla cavità dopo un’immersione condotta in condizioni estreme dai tre speleosub finlandesi mobilitati da DAN Europe, Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, in coordinamento con la Maldives National Defence Force e la polizia locale.

Secondo la ricostruzione tecnica comunicata alle autorità maldiviane, nel tratto terminale la visibilità restava quasi nulla, inferiore a 50 centimetri. Il sedimento sollevato nei giorni precedenti non si era depositato abbastanza da consentire una progressione normale. I sub hanno dovuto avanzare quasi al tatto, seguendo le sagole già posizionate e muovendosi vicino alla volta del tunnel per evitare di rimettere in sospensione altro fango.

Con il recupero delle ultime due vittime, le operazioni sul campo risultano concluse. La fase successiva si sposta adesso da Malé e Roma. L’ambasciata italiana competente per le Maldive, la Farnesina e le autorità locali stanno completando gli atti per il rimpatrio delle salme. Secondo le informazioni disponibili, le verifiche medico-legali dovrebbero limitarsi agli accertamenti necessari, con esami esterni, imaging e prelievi tossicologici, per evitare tempi più lunghi prima del rientro in Italia.

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L’inchiesta della Procura di Roma, aperta per omicidio colposo plurimo, passa ora dai luoghi dell’incidente ai dati tecnici. I computer subacquei possono indicare profilo di immersione, profondità, tempi di permanenza, risalita mancata e consumo residuo. Le prime letture trasmesse dagli investigatori maldiviani dovranno essere validate dai periti italiani.

Particolare attenzione riguarda il computer di Giorgia Sommacal. Secondo i primi elementi riferiti agli inquirenti, il suo erogatore avrebbe continuato a funzionare per alcuni minuti più a lungo rispetto a quelli della madre Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri. È un dato ancora da consolidare, ma può aiutare a ricostruire la sequenza finale nel tunnel cieco, dove il consumo d’aria, lo stress e la possibile ipercapnia possono avere inciso in modo diverso sui singoli sub.

Forte attenzione resta anche sulla GoPro recuperata. La videocamera, secondo quanto riferito, sarà trasferita in Italia senza analisi preventiva alle Maldive, per evitare contestazioni sulla catena di custodia. L’estrazione dei file dovrà chiarire se la registrazione si sia interrotta prima della crisi o se abbia documentato l’ingresso nella cavità, l’avanzamento e le fasi decisive dell’emergenza. Sul piano amministrativo, le autorità maldiviane mantengono sotto esame l’operatore collegato alla MV Duke of York. La verifica riguarda autorizzazioni, organizzazione dell’immersione, tempi dell’allarme e condotta dell’equipaggio. Le dichiarazioni dei membri della barca e i log tecnici saranno decisivi per stabilire se la tragedia sia stata solo l’esito di una sequenza subacquea fuori controllo o se vi siano state omissioni prima e dopo l’ingresso nella grotta.

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