Dopo quasi dieci anni dal terremoto che colpì il Centro Italia nel 2016, Norcia riapre uno dei suoi simboli più importanti: il teatro civico, tornato a disposizione della città dopo una serie di interventi di recupero, consolidamento e miglioramento sismico, costato oltre 2,2 milioni di euro e reso possibile grazie all’Art bonus attraverso la donazione della famiglia Cucinelli.
La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo, del sindaco Giuliano Boccanera e dell’imprenditore Brunello Cucinelli.
Per il sindaco Boccanera, la riapertura significa “restituire un pezzo della nostra identità”, mentre Proietti l’ha definita “il simbolo della rinascita culturale e sociale di un’intera comunità”, sottolineando anche come sia “segno di speranza” per un territorio che porta ancora le ferite del terremoto che ha colpito la Valnerina. La presidente ha anche ringraziato la Fondazione Cucinelli per il supporto offerto al progetto.
Sulla stessa linea il commissario Castelli, che ha evidenziato come il teatro rappresenti “molto più di un edificio recuperato”, ma un esempio concreto di come la cultura possa diventare motore di rigenerazione economica e sociale, rafforzando coesione e identità dell’Appennino centrale. Castelli ha inoltre ricordato il ruolo di Norcia come capofila nella candidatura della Civitas Appenninica a Capitale europea della Cultura 2033.
La serata si è conclusa con la rappresentazione di “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame, diretto e interpretato da Matthias Martelli, produzione del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Stabile dell’Umbria.