Deepfake e video sintetici, YouTube cambia le regole
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Deepfake e video sintetici, YouTube cambia le regole

Google introduce il rilevamento automatico dei contenuti IA fotorealistici e rende le etichette più visibili, anche senza dichiarazione preventiva del creator. L’intervento segue l’estensione di Likeness Detection agli over 18.

Deepfake e video sintetici, YouTube cambia le regole
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29 Maggio 2026 - 15.17 Culture


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La novità arriva pochi giorni dopo l’estensione agli utenti maggiorenni di Likeness Detection, lo strumento che aiuta a individuare video in cui l’immagine di una persona viene riprodotta o alterata con sistemi di IA. Il sistema intercetta contenuti simili come deepfake per rendere più rapido l’intervento dell’utente interessato.

YouTube continuerà a chiedere ai creator di dichiarare l’uso di IA realistica. La differenza è che, da maggio 2026, entreranno in funzione algoritmi capaci di riconoscere un uso fotorealistico dell’intelligenza artificiale. Se la dichiarazione manca, l’etichetta potrà essere applicata automaticamente.

Il creator che ritiene errata l’identificazione potrà modificare lo stato del video tramite YouTube Studio. In alcuni casi, però, l’etichetta resterà permanente. Succederà per i contenuti creati con strumenti IA di YouTube, come Veo o Dream Screen e per i video che includono metadati C2PA da cui risulta una generazione completa tramite IA.

C2PA è uno standard tecnico aperto e crittografico usato per certificare origine, autenticità e modifiche di un contenuto digitale. Nei video in cui questi metadati indicano una generazione integrale tramite IA, YouTube manterrà l’avviso senza possibilità di rimozione da parte del creator.

Cambierà anche la posizione grafica dell’etichetta. Nei video lunghi comparirà direttamente sotto il player, sopra la descrizione. Nei cortometraggi sarà visibile in sovraimpressione. I contenuti animati, poco realistici o modificati in modo limitato continueranno invece a mostrare la dichiarazione nella descrizione estesa.

Secondo YouTube, l’etichetta da sola non modifica la raccomandazione del video né la sua possibilità di monetizzazione. La piattaforma presenta l’intervento solo come una misura di trasparenza per aiutare utenti e creator a distinguere i contenuti reali da quelli prodotti o alterati con strumenti generativi.

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