La catastrofe in Nepal e il riscaldamento globale
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La catastrofe in Nepal e il riscaldamento globale

Frane e alluvioni sempre più frequenti: “Nature” pubblica un’analisi

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29 Agosto 2026 - 17.12 Culture


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L’analisi di Mohana Basu pubblicata online sulla rivista Nature, dal titolo originale Glacier collapse caused Nepal’s deadly flash flood — a sign of things to come?, spiega come il crollo del ghiacciaio che ha provocato la recente alluvione tra Nepal e Tibet pare sia l’ennesimo campanello d’allarme sull’instabilità crescente nelle zone d’alta quota dovuta al riscaldamento globale.

Attraverso le voci di esperti internazionali, la rivista scientifica sottolinea come il cambiamento climatico possa innescare frane e alluvioni con più frequenza, anche se ci vorrà ancora del tempo per stabilire in che misura il riscaldamento globale abbia influito su questo crollo glaciale che ha provocato l’alluvione lampo avvenuta lunga il sistema fluviale del Bhotekoshi.

Intanto, Göran Ekström, geofisico della New York Columbia University ha spiegato che “lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, ossia il terreno e rocce perennemente ghiacciati, almeno fino ad ora, nell’Himalaya ha probabilmente contribuito all’evento”. Tutto sembrerebbe dovuto infatti a una frana avvenuta da un ghiacciaio che al momento non era né studiato né monitorato attentamente: “eventi come questi non si possono prevedere”, ha proseguito Alton Byers, geografo di montagna dell’Università del Colorado a Boulder, confermando che “i cambiamenti nel permafrost indeboliscono l’integrità strutturale delle montagne e del ghiaccio”.

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La lezione principale da trarre dal disastro, secondo i ricercatori, è quella di migliorare la consapevolezza e la preparazione alle emergenze nelle regioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

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